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Mortalità evitabile: on line l’edizione 2014 del Rapporto Mev(i)

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I giorni di vita perduti pro-capite per decessi contrastabili con interventi di sanità pubblica (prevenzione primaria, diagnosi precoce e terapia e altra assistenza sanitaria) sono rispettivamente quasi 21 per i maschi e 12 per le femmine. È quanto emerge dall’edizione 2014 del Rapporto Mev(i) – Mortalità evitabile (con intelligenza). Il documento, elaborato a partire dai dati Istat più recenti al momento dell’esecuzione del lavoro (il 2011, sono ora disponibili i dati relativi al 2012), è stato curato da una parte dei componenti del gruppo di studio che ha prodotto negli anni precedenti i vari Atlanti di mortalità ed ospedalizzazione evitabili. Il Rapporto presenta gli indicatori della mortalità evitabile (tripartita come di consueto in questo genere di studi a seconda delle misure di prevenzione che è possibile adottare per contrastare le varie cause di decesso) calcolati a livello regionale e provinciale, suddivisi per genere, per i quali sono compilate le abituali classifiche. La situazione che è emerge è quella nota nell’ambito degli studi precedenti, con varie differenziazioni tra le ripartizioni geografiche, che segnalano utilmente criticità e situazioni positive. La classifica regionale maschile MEV(i) 2014 è guidata da Umbria, Marche, Emilia Romagna e Toscana, tutte al di sotto dei 19 giorni di vita persi, è chiusa dalla Sardegna, con un valore prossimo a 25, preceduta da Campania, Sicilia, Valle d’Aosta (23-24 giorni); la classifica femminile vede invece Marche e Trentino Alto Adige ai primi posti (con valori appena superiori ai 10 giorni) e la Campania all’ultimo (oltre 14 giorni).

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