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Influenza, un primo bilancio della stagione 2014-2015: 163 decessi contro 16 della stagione precedente

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Registrato un calo del numero dei soggetti vaccinati. Ccm: A questo può aver contributo il divieto di utilizzo cautelativo di due lotti di vaccino Fluad, disposto dall’Aifa, a novembre 2014. 
Con l’ultimo Rapporto epidemiologico InfluNet termina l’attività di sorveglianza epidemiologica dell’influenza a cura dell’Istituto Superiore di Sanità. “Gli ultimi dati” riporta il Ccm – Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del ministero della Salute sul suo portale “rivelano che il livello di incidenza nell’ultima settimana (la 17a) è stato pari a 0,75 casi per mille assistiti e il numero dei casi stimati è stato di circa 45.000, per un totale di circa 6.299.000 casi dall’inizio della sorveglianza. Infine in tutte le Regioni è terminato il periodo epidemico. Nella stagione influenzale 2014-2015, in linea con le altre stagioni, la curva epidemica ha avuto il suo picco alla fine di gennaio in cui si è registrata un’incidenza pari a 10,9 casi per mille assistiti: si tratta di uno tra i picchi più alti delle ultime stagioni. È stato colpito dall’influenza l’11% degli italiani, un valore poco più basso rispetto a quello della stagione 2004-2005, che aveva registrato il 12% di influenzati, e molto più elevato rispetto al 4% del 2005-2006, tutt’ora minimo storico tra le stagioni influenzali. Per quanto riguarda l’incidenza per fasce di età, quella pediatrica è, come di consueto, la più colpita con una incidenza cumulativa decrescente all’aumentare dell’età: 26,0% per la fascia 0-4, 17,8% per quella 5-14, 9,9% nella classe 15-64, fino a toccare il minimo di 4,7% negli anziani. I casi gravi dall’inizio della sorveglianza sono stati 648 contro i 93 della stagione influenzale 2013-2014, e i decessi 163 contro 16 della stagione precedente. L’età mediana dei casi segnalati è di 60 anni (range 0-101). La maggior parte dei casi gravi e la quasi totalità dei decessi segnalati presentavano almeno una patologia cronica preesistente. Le più rappresentate sono le malattie cardiovascolari, seguite dalle malattie respiratorie croniche e dal diabete. Sono stati segnalati 11 casi gravi in donne gravide, di queste 8 erano al secondo e terzo trimestre di gravidanza. Una donna al sesto mese di gravidanza è deceduta. Nessuna presentava patologie croniche preesistenti. Dal punto di vista virologico, il virus influenzale di tipo A è stato predominante rispetto a quello di tipo B. In particolare il sottotipo A(H1N1)pdm2009 nella prima parte della stagione, e il sottotipo A(H3N2) nella seconda parte”.

I dati sulla copertura vaccinale
“A partire dalla pandemia 2009/10, le coperture vaccinali sono sensibilmente diminuite” evidenzia il Ccm. “Quelle relative alle ultime campagne antinfluenzali, infatti, mostrano che, non solo non sono stati ancora raggiunti gli obiettivi ottimali di copertura per la vaccinazione antinfluenzale nei soggetti per i quali è offerta prioritariamente (si veda Circolare 2014-2015), ma si è assistito, negli ultimi 4/5 anni, a una drammatica riduzione della copertura in tutte le categorie interessate (i dati disponibili per l’unico denominatore conosciuto – la popolazione degli ultrasessantacinquenni – rileva una riduzione di circa il 30%). I dati relativi alla campagna vaccinale 2014/15 non sono, al momento, stati elaborati, ma sembra confermato un ulteriore calo del numero dei soggetti vaccinati in questa stagione. A questo può aver contributo il divieto di utilizzo cautelativo di due lotti di vaccino Fluad, disposto dall’AIFA, a novembre 2014. Dopo un’attenta valutazione di tutte le evidenze disponibili, il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC), riunito presso l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) a Londra, ha concluso che non esisteva alcun nesso causale tra i vaccini antinfluenzali Fluad e gli eventi avversi segnalati”.

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