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Evoluzione della professione di Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico

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In anteprima a Bologna le competenze avanzate dei TSLB.

“In questi anni, il graduale invecchiamento della popolazione ed il notevole sviluppo scientifico, tecnologico ed informatico ha determinato una sostanziale trasformazione qualitativa dei bisogni di salute ed un cambiamento della domanda per consumi sanitari, divenuti sempre più continuativi, ossia correlati a patologie croniche. Oggi, quindi, serve un approccio basato su una maggiore valorizzazione della rete territoriale e su una gestione multi-dimensionale e multi-professionale”. È quanto afferma Fernando Capuano Presidente Nazionale Confederazione Antel-Assiatel-Aiticche aggiunge “In questo contesto socio-sanitario in cui emergono, quindi, nuovi bisogni delle persone, dei territori e delle comunità, le professionalità del sistema sanitario sono chiamate a tradurre nella pratica quotidiana nuovi ruoli, nuove conoscenze e nuove competenze. La considerazione che gli obiettivi sempre più stringenti che il Servizio Sanitario sia esso Nazionale che Regionale devono raggiungere, in termini di sostenibilità, equità, appropriatezza, efficacia ed efficienza, impone d’investire nelle professioni sanitarie, in generale ed in quelle tecnico-diagnostiche in particolare. Professioni che, negli ultimi anni, hanno avuto una profonda riforma dal punto di vista formativo ed ordinamentale che non ha eguali in nessuna altra organizzazione. Pertanto” prosegue Capuano “dobbiamo realizzare un sistema professionale, che motivando il personale, come reale promotore e protagonista del più generale processo diagnostico-assistenziale, determini un cambiamento basato sulla definizione di un rinnovato impianto culturale e metodologico con particolare riguardo alla:

·        definizione del principio della responsabilizzazione sui risultati conseguiti;

·        definizione e revisione di modelli organizzativi, che si basano sul riconoscimento da parte dei professionisti di una dirigenza di esclusiva provenienza professionale;

·        esigenza di un uso sempre più efficiente delle risorse umane e materiali;

·        sperimentazione organizzativa e gestionale.

Per il Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico di grande rilevanza” precisa Capuano “è la ridefinizione degli ambiti di attività con modalità multiprofessionali interdipendenti e la conseguente rivisitazione ed ampliamento delle competenze/responsabilità acquisite nel percorso formativo universitario e specialistico. Nei contesti ad elevata tecnologia e automazione, nella erogazione di prestazioni in regime di emergenza-urgenza e nella gestione complessiva delle attività diagnostiche possono essere individuati ambiti o fasi di processi diagnostico-assistenziali che possono essere gestiti con competenza, autonomia e responsabilità dai professionisti Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico. In quest’ottica deve essere prevista una rimodulazione degli ordinamenti didattici basati su modelli di apprendimento per competenze e tesi a certificare le conoscenze, le abilità ed i comportamenti del professionista Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico. In particolare l’ordinamento didattico della laurea magistrale deve essere una reale evoluzione professionale della Laurea triennale superando l’anomalia di una laurea per area con sbocchi solo nella Dirigenza o nella didattica. Infine diviene fondamentale” conclude Capuano “che i Ministeri della Salute e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in condivisione con le Regioni producano atti e strumenti di pianificazione, attuazione e valutazione dell’impatto di tali innovazioni sulla salute dei cittadini e sulla sostenibilità economica nel rispetto delle specifiche competenze professionali per evitare sovrapposizioni di compiti e responsabilità e garantire la sicurezza della salute dei cittadini”. Il documento sulle competenze avanzate elaborato dalla Commissione Nazionale dei TSLB coordinata da Ferdinando Salemi di Antel Campania sarà presentato il 19 maggio a Bologna durante il workshop promosso dalla Confederazione che vedrà la partecipazione di delegati da tutte le regioni italiane. Il Presidente Nazionale Fernando Capuano ha auspicato che “le iniziative promosse dalle Professioni Sanitarie possano costituire una nuova start up per la cabina di regia e per i tavoli tecnici di concertazione presso il Ministero della Salute con la Conferenza Stato regioni. Le Professioni sanitarie vogliono fare la loro parte per l’attuazione del Piano Sanitario Nazionale al servizio della salute del cittadino”.

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