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Fascicolo sanitario elettronico, Commissione europea: In Italia ancora manca una strategia nazionale

sanità digitale

“Sarebbe importante avere un fascicolo sanitario interoperabile a livello nazionale, migliorando in questo modo l’efficienza e l’efficacia del sistema sanitario” suggerisce la Commissione che ha pubblicato la Relazione 2016 sulla performance digitale nell’UE.

«La performance digitale dell’Europa su scala mondiale è buona, ma alcuni paesi potrebbero fare meglio. Per questo diamo qualche consiglio per aiutare gli Stati membri dell’UE a migliorare la loro performance digitale a beneficio delle loro società e delle loro economie e per contribuire a creare un mercato unico digitale». È quanto ha affermato Günther H. Oettinger, Commissario europeo responsabile per l’Economia e la società digitali, in occasione della pubblicazione della Relazione 2016 sulla performance digitale nell’UE che evidenzia squilibri tra gli Stati membri. La Commissione ha pubblicato inoltre la relazione completa su un nuovo indice internazionale sulla performance digitale (iDESI), che confronta gli Stati membri dell’UE con 15 altri paesi. Secondo i dati internazionali, i paesi in vetta alla classifica nell’UE (Svezia, Danimarca e Finlandia) primeggiano anche su scala internazionale, davanti a Corea del Sud e Stati Uniti. L’Italia è al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell’UE. Nell’ultimo anno, evidenzia la Commissione europea, ha fatto pochi progressi in relazione alla maggior parte degli indicatori. Una delle eccezioni riguarda il ruolo maggiore del commercio elettronico nel fatturato delle PMI (8,2% del totale), ma l’industria italiana potrebbe trarre vantaggi da un uso più diffuso delle soluzioni di eBusiness. La copertura delle reti NGA è passata dal 36% delle famiglie nel 2014 al 44% nel 2015, ma i progressi sono ancora troppo lenti, ostacolando anche la sottoscrizione di abbonamenti alla banda larga veloce (solo il 5,4% del totale, che è limitato al 53% delle famiglie). L’assenza di competenze digitali di base è la ragione principale del basso tasso di adozione della banda larga fissa. In effetti, il 37% della popolazione non usa internet regolarmente e il restante 63% svolge poche attività complesse online. Per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, “le prestazioni dell’Italia” si legge nella Relazione “sono al di sotto della media e i progressi sono nella media UE. Dal lato della disponibilità, l’Italia ha compiuto progressi, ma vi sono margini di miglioramento in termini di riutilizzo delle informazioni tra le amministrazioni per facilitare la vita ai cittadini. Tuttavia, l’uso dell’eGovernment rimane uno dei più bassi nell’UE28”. E la sanità digitale in Italia? “Le ricette elettroniche” ricorda la Commissione “sono iniziate nel marzo 2016 per i medicinali e saranno estese gradualmente agli esami clinici e alle visite specialistiche. Per quanto riguarda il fascicolo sanitario elettronico, d’altro lato, non vi è ancora una strategia nazionale: solo alcune regioni l’hanno già messo in atto e non sempre garantendo l’interoperabilità fra i diversi sistemi. Sarebbe importante avere un fascicolo sanitario interoperabile a livello nazionale, migliorando in questo modo l’efficienza e l’efficacia del sistema sanitario”. 

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