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Legge di Bilancio, Papotto (Cisl Medici): Una fioca luce è filtrata tra le tenebre della sanità italiana

biagio papotto

«Una prima analisi sulle enunciate misure contenute nella Legge di Bilancio per l’anno 2017 consente di esprimere opinioni di cauto sollievo per quanto concerne le somme dichiarate a disposizione del Ssn per il prossimo anno». Lo ha dichiarato Biagio Papotto, Segretario Generale Cisl Medici, che ha così proseguito: «Ci sia consentito quindi in primis di esprimere il nostro apprezzamento per l’operato del Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin. La sua risolutezza ha evitato che, nei consueti balletti e rimpalli di decisioni e responsabilità connesse, ci fosse qualche diminuzione e qualche dirottamento di soldi dai 113 miliardi stabiliti nel “Patto della Salute”, soldi che – sebbene appaia banale scriverlo, servono tutti, alla luce delle difficoltà oggettivamente percepibili da chiunque. Per questo, ma non solo, abbiamo apprezzato la coerenza e la resistenza del Ministro: pensiamo di poter intuire la fatica che deve aver compiuto nel difendere l’ammontare complessivo della previsione (ed è bene notare che quella era la somma stabilita, non ci sono “regali”). Bene poi è stato anche prevedere, sia pure con numeri che avrebbero potuto e dovuto essere maggiori, la stabilizzazione di alcune migliaia di medici ed infermieri. Ricordiamo però» ha continuato Papotto «senza voler essere additati come perennemente critici, che questo è un risultato “minimo” perché sana alcune situazioni già previste e perché, altrimenti, si sarebbe verificato un vero e proprio collasso delle strutture, ormai impossibilitate a garantire i livelli minimi di assistenza e cura. Ci aspettiamo ulteriore investimento sul precariato. Proprio per questo dichiariamo che una fioca luce è filtrata tra le tenebre della Sanità italiana, ma non possiamo d’altro canto dimenticare che, se i pazienti vengono in prima linea, ci sono anche gli “utenti interni”. Mentre possiamo solo sperare che dalle slide del Presidente del Consiglio non “salti fuori” qualche sgradevole sorpresa, perché non abbiamo certezza sul fatto che i soldi “in entrata” non vedano il contributo coattivo di coloro i quali già pagano tutto quel che devono (ben 4,5 miliardi sono ipotizzati in “risparmio in beni e servizi” e “minori spese in sanità che diventano servizi per i cittadini”… Poi non si dica che le cose accadono a caso…), ecco che giungiamo alle consuete dolenti note: l’atteggiamento nei confronti dei dipendenti pubblici. In questo il Governo ha proseguito nella propria granitica linea di trattare con sufficienza, se non con arroganza, i suoi dipendenti, del SSN e non solo: dopo che nei nostri precedenti interventi avevamo chiaramente denunciato il rischio di stanziamenti insufficienti, ecco che puntualmente le somme annunciate per i rinnovi contrattuali (per quei pochi che ancora non lo sapessero: i contratti pubblici sono fermi da OLTRE 7 ANNI !!! Gli stipendi hanno perso almeno il 20% del potere d’acquisto e qui si offrono “decimali”…!) sono largamente insufficienti. Ma non basta: reclamiamo» prosegue Papotto «al di là della esiguità delle previsioni, anche la mancanza di relazioni sindacali degne di questo nome, reclamiamo l’ascolto verso chi quotidianamente vive la realtà, reclamiamo il rispetto verso chi lavora con scienza e coscienza in condizioni che sembrerebbero assurde viste dall’esterno. E continueremo a reclamare» ha concluso Papotto «con azioni decise, per nulla intimoriti dalle “prove di forza” che tentano di ridurci al silenzio, e ancor meno abbindolati da slogan e frasi ad effetto. La frase corretta nelle slide sarebbe stata forse: “Una chance a chi ci prova, una mano a chi non ce la fa, uno schiaffo ai dipendenti pubblici”. Ecco, noi abbiamo la volontà di fermare e cambiare questo stato di cose. Da subito».

 

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