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Guglielmi (Ame): La Medicina Narrativa non è una alternativa alla Medicina basata sulle evidenze ma né è un partner funzionale

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L’Associazione Medici Endocrinologi  vuole proporre un’integrazione tra la cultura della medicina basata sulle evidenze (Ebm), che caratterizza l’operato della comunità medico-scientifica, e la medicina narrativa, che serve al paziente per esprimersi ed al medico per comprendere meglio quale possa essere la complessità della persona che ha di fronte, con i suoi bisogni, le sue aspettative e paura.

«Gli endocrinologi sanno che per svolgere in modo adeguato l’attività clinica quotidiana, i dati disponibili nella letteratura scientifica sono indispensabili ma da soli non in grado di rispondere a tutti i bisogni del singolo paziente. La medicina basata sulle evidenze è solo una parte su cui poggiare il processo decisionale ma è necessario anche prendere in considerazione gli aspetti personali del malato e non considerare il paziente solo un insieme di dati oggettivi. Tradotto nella pratica quotidiana, significa che dobbiamo tornare ad “ascoltare” i pazienti». È quanto afferma Rinaldo Guglielmi Presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame) in occasione del 15° Congresso dell’Associazione che si svolgerà a Roma dal 10 al 15 novembre. Congresso che, oltre ad affrontare la maggior parte dei temi scientifici ed organizzativi, vuole essere uno strumento di contatto con i pazienti e le Associazioni che li rappresentano prevedendo spazi di confronto dedicati. «In particolare, ha aggiunto Guglielmi, l’Associazione Medici Endocrinologi  vuole proporre un’integrazione tra la cultura della medicina basata sulle evidenze (EBM), che caratterizza l’operato della comunità medico-scientifica, e la medicina narrativa, che serve al paziente per esprimersi ed al medico per comprendere meglio quale possa essere la complessità della persona che ha di fronte, con i suoi bisogni, le sue aspettative e paura. Siamo convinti della possibilità e dell’utilità di migliorare la relazione medico-paziente e la medicina narrativa può essere un valido strumento». «Sfortunatamente negli ultimi anni per la valutazione del singolo paziente, sulla base delle valutazioni economiche delle prestazioni sanitarie» ha aggiunto il Presidente Ame, «i medici hanno avuto ed hanno a disposizione un tempo sempre più breve. Nonostante questo, l’Ame vuole tornare a “prendersi cura” del malato cercando di ritagliare qualsiasi provvedimento diagnostico e/o terapeutico sulla base delle necessità dell’individuo unico che ogni paziente rappresenta. La Medicina Narrativa può recuperare una sorta di valutazione “olistica” del malato e quindi coprire gli spazi lasciati negli ultimi anni alle medicine non convenzionali, il cui successo, pur in assenza spesso di retroterra culturalmente validi, è basato appunto su una presunta valutazione dell’interezza della persona. La Medicina Narrativa non è una alternativa alla Medicina basata sulle evidenze ma né è un partner funzionale. L’Ame, pertanto, ritiene che la combinazione delle due componenti permetterebbe un trattamento più moderno dei pazienti. Questa esigenza è assolutamente necessaria in quelle particolari condizioni cliniche, non infrequenti, in cui la letteratura fornisce dati non omogenei e le linee guida internazionali che ne scaturiscono non riescono a fornire una raccomandazione pratica univoca. In tali casi» conclude Guglielmi «solo l’alleanza medico paziente può consentire la scelta di soluzioni cliniche idonee alle caratteristiche del paziente, rispettando sia le evidenze della letteratura che i bisogni del malato».

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