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Federazione Tsrm: Serve un’alleanza valoriale e culturale a favore dell’appropriatezza, della qualità e della sicurezza del lavoro

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“La Federazione nazionale dei Collegi professionali dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica auspica che la recente sentenza della Corte Suprema di Cassazione, con la quale l’Azienda sanitaria provinciale di Enna è stata condannata a risarcire i parenti del tecnico di radiologia deceduto nel 1998 a causa dei volumi di attività e dei turni ai quali fu sottoposto, possa trasformare un dramma familiare e professionale in una preziosa occasione per migliorare le condizioni di lavoro, di tutti, non solo dei tecnici di radiologia”. È quanto afferma in una nota la Federazione dei Tsrm che aggiunge “Anche la recente sentenza ci riporta ad alcuni elementi strutturali che caratterizzano in negativo il nostro sistema sanitario, sui quali riflettere e costruire qualcosa di nuovo, nell’interesse generale:

1. l’approccio quantitativo che, soprattutto in alcune aree, tra le quali la radiologia, da troppo tempo ha l’obiettivo di fare tanto e il più rapidamente possibile, trascurando le valutazioni sulla qualità, sulla sicurezza e, soprattutto, sulla reale utilità di quel che viene fatto;

2. il mancato investimento nelle risorse umane, in un sistema, quello sanitario, per il quale tutti concordano nel riconoscere la centralità degli operatori. Negli ultimi anni tale scelta politica ha determinato una situazione grave, per certi aspetti tragica: gli operatori attivi hanno un’età media superiore ai 50 anni, e su di loro pesa tutto il carico derivante dal predetto approccio quantitativo e dalla crescente complessità dei bisogni di salute, delle tecnologie e delle attività sanitarie; per contro, i più giovani, quelli più freschi di formazione e che si presume essere più disponibili e motivati, restano esclusi dal mondo del lavoro o vi entrano in modo saltuario e precario;

3. le responsabilità gestionali di coloro che ne hanno le funzioni. Su questioni come quella posta dal caso di Enna la responsabilità non è e non può essere solo dei vertici strategici, ma anche dei Direttori di Dipartimento e di Struttura complessa/Unità operativa, nonché dei Coordinatori.

A distanza di quasi 20 anni dal fatto oggetto della sentenza, i tecnici di radiologia continuano a dover far fronte a volumi di attività in costante crescita, ad accumulare giorni di ferie non godute, a fare straordinari e reperibilità anche laddove il numero delle chiamate e degli esami fatti giustificherebbe una guardia attiva.

Per superare le tre criticità sopra elencate serve un’alleanza valoriale e culturale a favore dell’appropriatezza, della qualità e della sicurezza del lavoro e le prime azioni da intraprendere, tutti insieme (politica, Legislatore, Governo, Regioni, Magistratura, organizzazioni sindacali, rappresentanze professionali, società civile, etc…), dovrebbero essere:

– la valutazione obiettiva e oggettiva di quel che si fa, per migliorarlo o sostituirlo con modalità di maggior value;

– l’assunzione a tempo indeterminato di quei professionisti che, definendone annualmente il fabbisogno, lo Stato e le Regioni hanno nel tempo ritenuto necessari per il buon andamento del sistema sanitario”.

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