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Hta e resistenza agli antimicrobici: necessario equilibrio fra nuove terapie e sostenibilità dell’assistenza sanitaria

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La resistenza agli antimicrobici e la mancanza di nuovi farmaci efficaci costituisce una minaccia dilagante per la salute. Una sfida da vincere è sicuramente raggiungere un equilibrio fra le nuove scoperte e le terapie efficaci a più alto costo, fornendo così ai pazienti l’accesso ai nuovi antimicrobici e un’assistenza sanitaria sostenibile. L’Hta, la valutazione delle tecnologie in sanità, può essere uno strumento fondamentale per esplicitare il valore delle scelte terapeutiche, al fine di controllare non solo i costi, ma anche gli adeguamenti organizzativi, la durata della degenza in ospedale e il dirottamento verso la cura ambulatoriale e il conseguente risparmio per le casse del Ssn. A questo tema è stato dedicato un appuntamento, lo scorso 21 giugno,  in occasione del 14° Meeting annuale Health Technology Assessment international (HTAi) a Roma. La resistenza agli antimicrobici è un fenomeno naturale, osservato sin dalla scoperta dei primi farmaci. Negli ultimi tempi, è divenuto un problema a causa dell’uso eccessivo dei farmaci antimicrobici, usati sia per l’uomo sia per gli animali e, allo stesso tempo, della mancanza di nuovi medicinali per fronteggiare questa minaccia sanitaria emergente e diffusa. Di conseguenza, abbiamo a che fare con un nemico crescente, avendo limitato l’apporto di nuove soluzioni farmacologiche. È difficile prevedere il futuro, tuttavia, la tendenza è in gran parte orientata al vantaggio gestionale e non c’è dubbio che, in assenza di azioni, sperimenteremo significativi impatti negativi sulle nostre società e sui sistemi sanitari. Pertanto, è urgente affrontare il fenomeno con interventi ad alto impatto a livello sia governativo sia sociale che superino gli ultimi decenni di sottovalutazione del fenomeno e i mancati investimenti. Sul piano della spesa sanitaria, la scarsa considerazione della resistenza agli antimicrobici potrebbe determinare un aumento del consumo di risorse, una crescita dei tassi di ospedalizzazione e un elevato rischio in ospedale di contaminazioni dovute a malattie che dovrebbero in genere essere trattate in un ambiente di assistenza primaria. L’utilizzo della metodologia Hta dovrebbe aiutare in questo senso a prendere in considerazione, non solo il costo di acquisto dei farmaci, ma anche gli aspetti organizzativi legati alla riduzione della degenza ospedaliera, al miglioramento del tasso di turnover dei posti letto e all’indirizzamento dei pazienti verso gli ambulatori. Gli attuali modelli di valutazione dei nuovi farmaci non si muovono in quest’ultima direzione e spesso – confinati al solo parametro del “più economico” – finiscono per limitare sia l’innovazione sia il riconoscimento del valore, con l’industria che conseguentemente non promuove sufficienti investimenti in questo settore critico. Nel corso della conferenza, ha parlato dell’esperienza rilevata in Spagna, Iñaki Gutiérrez-Ibarluzea – Ufficio Basco di Hta e storico membro HTAi, che ha evidenziato come «Il problema della resistenza agli antimicrobici è internazionale e al momento il budget destinato per arginarlo non è sufficiente. Una possibile soluzione è infatti investire più denaro nei farmaci innovativi e nella ricerca attraverso figure professionali altamente specializzate». Sulla prospettiva italiana e le nuove sfide, Paola Testori Coggi, Presidente del Comitato Prezzi e Rimborso dell’Aifa, ha evidenziato che «la resistenza agli antibiotici è una priorità di salute pubblica a livello globale sulla quale si deve agire con interventi che coprano tutti i settori della salute sia umana che animale. Si devono prevenire e controllare le infezioni e ridurre il consumo degli antibiotici: a tal fine l’Aifa monitora con attenzione l’impiego degli antibiotici nelle varie regioni italiane. Nel campo della valutazione dei nuovi antibiotici è importante che si tenga conto non soltanto del bisogno terapeutico del singolo paziente ma anche dei benefici per la salute pubblica e l’intera società». Sul tema della resistenza, infine, «uno dei problemi che abbiamo indagato, – ha rilevato Adrian Towse, Direttore dell’Ufficio di Health Economics del Regno Unito (Ohe) – deriva dal fatto che le aziende non riescono a guadagnare nel breve periodo con lo sviluppo di nuovi farmaci. Nello studio abbiamo analizzato come l’Hta possa contribuire ad identificare elementi addizionali, valutare le conseguenze sulla salute pubblica nel costruire un approccio multifarmaco e riflettere questo su migliori decisioni per fornire i giusti incentivi alle aziende così che si possano ottenere nuovi antimicrobici di cui i pazienti disperatamente necessitano».

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