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Piemonte: Nuove regole per le convenzioni con la sanità privata

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Saitta: «L’obiettivo è ridurre le liste di attesa e migliorare la qualità».        

Miglioramento della qualità delle prestazioni erogate, diminuzione della mobilità passiva verso altre regioni, riduzione delle liste d’attesa. Con questi obiettivi la Giunta regionale del Piemonte ha approvato ieri la delibera presentata dall’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che introduce un nuovo modello per le convenzioni con la sanità privata. “Lo stanziamento complessivo per il 2017” spiega la Regione “resterà lo stesso dello scorso anno. A cambiare sono le regole per l’assegnazione dei budget: saranno d’ora in poi direttamente le Asl, sulla base delle indicazioni della Regione, a sottoscrivere gli accordi con le strutture private accreditate. Una quota delle risorse, il 95%, viene assegnata sulla base del budget 2016, il resto verrà negoziato dalle Asl con le singole strutture in funzione del fabbisogno rilevato, con un tetto massimo del 110% rispetto al valore dell’anno precedente”. «In questo modo noi intendiamo rispondere al meglio alla domanda di salute dei pazienti, qualificando la spesa e rendendo flessibile il budget assegnato – sottolinea l’assessore Saitta -. Nei fatti questa operazione, che è stata oggetto di un confronto approfondito con i rappresentanti della sanità privata, ha come finalità il miglioramento della qualità e la riduzione delle liste d’attesa». “Saranno monitorate dalla Regione tutte le prestazioni erogate. In particolare, verrà riservata” specifica la Regione “una quota supplementare di premialità alle strutture che forniranno uno standard di qualità elevato, a quelle che contribuiranno alla riduzione della mobilità passiva verso le altre regioni e alle strutture che aumenteranno la mobilità attiva. Cambia radicalmente anche la modalità di rimborso dei farmaci oncologici, con l’obiettivo di ridurre il costo complessivo: i privati avranno facoltà di aderire alle gare centralizzate di acquisto effettuate dalla Regione, ma in ogni caso la spesa riconosciuta alle strutture non potrà essere superiore al prezzo stabilito attraverso i bandi di gara”.

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