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Sanità in carcere, Saitta (Piemonte): Anche i detenuti abbiano il medico di famiglia

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Intensificare la collaborazione fra la Regione Piemonte e l’Amministrazione penitenziaria, per rafforzare la qualità dell’assistenza sanitaria nelle carceri piemontesi. Con questo obiettivo si sono incontrati il 22 settembre l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, il nuovo provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta Liberato Guerriero, il Garante regionale dei detenuti Bruno Mellano, il Coordinatore regionale della Rete dei servizi sanitari in ambito penitenziario Antonio Pellegrino e i tecnici dell’assessorato. «Il Piemonte è una delle regioni che maggiormente si è occupata della sanità penitenziaria, da quando sono state trasferite le competenze al servizio sanitario nazionale – spiega l’assessore Saitta -, dotandosi lo scorso anno di una rete di coordinamento e garantendo in tutte le carceri non solo i servizi di base ma anche alcune cure specialistiche. Ho colto con piacere l’occasione di incontrare il nuovo provveditore Guerriero per concordare un’interlocuzione costante con l’Amministrazione penitenziaria in grado di affrontare in modo sempre più appropriato le problematiche di questo settore». In particolare, una delle criticità emerse è l’esigenza di rivedere le norme nazionali che regolano l’attività dei medici coinvolti. «La cosa più importante – aggiunge l’assessore Saitta – è prevedere che i detenuti abbiano un proprio medico di famiglia in carcere. Porrò questo problema come coordinatore della Commissione Salute della Conferenza della Regioni e chiedo che anche il Governo si occupi di questo tema». «Sono molto soddisfatto che l’assessore Saitta e i funzionari dell’assessorato abbiano potuto dedicare un congruo tempo all’incontro con il provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria – sottolinea il Garante dei detenuti Mellano -. La Regione ha istituito un gruppo per il monitoraggio dell’attuazione della delibera che ha definito la rete dei servizi e sono stato chiamato a coordinare questo lavoro. In questi giorni stanno giungendo le schede di rilevazione e a breve saranno convocati gli esperti che partecipano alla valutazione per giungere entro fine anno ad un’analisi della situazione. Si tratta di un’attività complessa ma decisiva per conquistare, almeno dal punto di vista della salute, una carcerazione diversa».

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