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La Camera approva il Ddl Lorenzin

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Prevista la creazione di un centro di coordinamento dei comitati etici presso Aifa; nuove regole per le professioni sanitarie; i Collegi degli infermieri si trasformano in Ordini.

La Camera ha approvato il disegno di legge in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute con 215 sì, 114 no e 39 astenuti.  Il provvedimento, che ora passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento per la terza lettura, prevede una delega al Governo su diverse materie. Intervenendo in modo importante sulle sperimentazioni cliniche dei medicinali a uso umano, introducendo la medicina di genere e più attenzione alla pediatria. Si stabilisce la brevettabilità dei risultati di ricerche non profit condotte in ambito pubblico (importante stimolo per partnership pubblico-privati) e una riforma dei comitati etici, diminuendone il numero da 100 a 40 e creando un Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali presso l’Aifa. Il provvedimento rivede inoltre il funzionamento degli ordini professionali introducendo più trasparenza, turnover e parità di genere.  Si introduce una razionalizzazione nella disciplina degli ordini delle professioni sanitarie: all’ordine dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti si aggiungerebbero quello dei biologi e delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica, dei tecnici sanitari di radiologia, nonché quelli della riabilitazione, della prevenzione e delle professioni sanitarie tecniche. La riforma segnerebbe inoltre il passaggio ad un sistema aperto per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie. Previo parere del Consiglio superiore di Sanità e con l’accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni sarà infatti possibile ampliare il catalogo esistente. Percorso privilegiato sarebbe invece quello previsto per osteopati e chiropratici, dove l’individuazione è stata già effettuata per legge ma è ancora necessario l’accordo in Conferenza. La disciplina del funzionamento interno degli ordini si applicherebbe inoltre anche ai chimici, fisici, biologi e psicologi. La riforma inasprisce le pene per l’esercizio abusivo delle professioni sanitarie e prevede inoltre la modifica dell’attuale disciplina della dirigenza sanitaria, con l’istituzione di un unico livello dirigenziale e la previsione dell’estensione ai dirigenti sanitari del Ministero degli istituti applicabili alla dirigenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale.

Marazziti (presidente Affari Sociali): Abbiamo approvato una delle grandi leggi di riforma di questa legislatura, una legge sulla Salute

«Una legge che tocca tutti i noi, tutti i cittadini italiani e, direttamente, più di un milione di professionisti, professioni antiche e nuove: medici, infermieri, biologi, chimici, osteopati, chiropratici, psicologi, ostetriche. 28 professioni sanitarie. Toccano, aiutano a guarire e a fare stare meglio il nostro corpo, la nostra mente. È, verosimilmente, una delle grandi leggi di riforma di questa legislatura, sicuramente in campo sanitario, assieme a quella sul rischio clinico, per ridurre la medicina difensiva e garantire di più i cittadini». È quanto ha affermato Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali e relatore del Ddl Lorenzin nella Dichiarazione di voto finale.

Mangiacavalli (Presidente Federazione Ipasvi): A un passo dalla trasformazione da Collegi a Ordini 

“Dopo oltre dieci anni di attesa” sottolinea la Federazione Ipasvi “si vede l’uscita del tunnel: con l’approvazione da parte della Camera del Ddl Lorenzin (C 3868), i Collegi degli infermieri si trasformano in Ordini. O meglio, lo diventeranno dopo l’ultimo passaggio al Senato che, tuttavia, secondo gli accordi parlamentari dovrebbe avvenire senza modifiche e quindi  con la conversione in legge definitiva del provvedimento”. «Dopo più di dieci anni di stallo – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Ipasvi – finalmente è quasi legge un provvedimento atteso praticamente dalla quasi totalità di chi lavora nel servizio pubblico e dalla stragrande maggioranza di chi opera nella Sanità». «Gli infermieri – aggiunge – sono ormai da decine di anni professionisti laureati e non aveva più senso mantenere l’obsoleta e anacronistica separazione tra collegi e ordini per delineare forme di rappresentanza professionale e di iscrizione agli albi di appartenenza. Ora, al pari di tutte le altre professioni intellettuali, per loro ci sarà una tutela ordinistica che favorirà non solo i professionisti, ma anche per gli stessi cittadini, offrendo armi efficaci ad esempio contro l’abusivismo, che infanga l’operato di centinaia di migliaia di professionisti e pone a rischio la salute degli assistiti». «Ringraziamo i parlamentari e il relatore del provvedimento, il ministro della Salute e tutti quelli che hanno consentito finalmente di sbloccare l’impasse in cui questa norma si trovava da anni. Gli oltre 440mila infermieri che operano in Italia dimostreranno ora ancora di più la loro professionalità e la loro capacità, come fanno ogni giorno nei luoghi di lavoro accanto agli assistiti, perché sia riconosciuto  ovunque il valore della nostra professione che non deve mai smettere di crescere. E noi con lei».

Melazzini: Da Ddl Lorenzin importante contributo per le sperimentazioni cliniche

«È un’ottima notizia per il mondo della sanità e della ricerca». Così il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Mario Melazzini commenta l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del “Ddl Lorenzin». «Il provvedimento introduce delle novità fondamentali, attese da anni, che hanno il merito di allineare il Paese con il resto d’Europa e con le realtà più avanzate a livello mondiale in materia di sperimentazioni cliniche» aggiunge Melazzini. «La creazione di un centro di coordinamento dei comitati etici presso Aifa, la razionalizzazione e riduzione di quelli esistenti e l’introduzione di procedure standard sono elementi di assoluta innovazione. Con questa normativa si mettono a disposizione del sistema della ricerca pubblica e privata delle nuove armi per competere alla pari a livello internazionale e produrre ricerca di qualità sempre più elevata, creando valore aggiunto per i pazienti e per tutta la filiera della ricerca» conclude Melazzini.

Gelli (Pd): «Oltre un milione di professionisti coinvolti in questo provvedimento fondamentale nel progetto di riforma del sistema sanitario. Istituito l’Ordine degli infermieri»

«Con l’approvazione del Ddl Lorenzin abbiamo raggiunto un traguardo fondamentale per il progetto di riforma del nostro sistema sanitario voluto dalla maggioranza e da questo Governo che coinvolgerà oltre un milione di professionisti». È quanto dichiarato dal responsabile sanità Pd Federico Gelli a margine delle votazioni del decreto Lorenzin. «Grazie a questo provvedimento abbiamo, fra le altre cose, inserito regole nuove e moderne in grado di semplificare il sistema sulla sperimentazione clinica dei medicinali, accelerando i tempi nelle procedure di autorizzazione, prevedendo la realizzazione di una banca dati aperta e consultabile sia per ricercatori che per gli utenti. Abbiamo previsto un maggiore coinvolgimento delle associazione dei pazienti e un riordino e riduzione del numero dei comitati etici che passeranno dagli oltre 100 a 40. Questa norma riallinea il nostro Paese al resto d’Europa, tornando competitivi in un mercato che ci vede leader mondiali per export e produzioni di farmaci secondi solo alla Germania». «Si introducono nuove regole per le professioni sanitarie, sia attraverso una valutazione tecnica per regolarne l’accesso, sia attraverso l’introduzione di nuovi criteri oggettivi con una risposta in tempi certi da parte del Ministero alle domande che potranno essere fatte anche dalle organizzazioni di rappresentanza. Finalmente si introducono norme, più stringenti e incisive, contro l’esercizio abusivo delle professioni e abbiamo previsto l’aggravante per chi compie reati nei confronti di pazienti ricoverati in strutture sociosanitarie». «Per la prima volta definiamo nuove regole nel sistema degli ordini professionali. Un intervento necessario che va aldilà delle futili accuse del M5s, su organismi che, vogliamo ricordarlo, non hanno mai percepito alcun finanziamento pubblico. Grazie a questo provvedimento sarà maggiormente garantita la terzietà e la trasparenza nelle procedure elettorali per il rinnovo degli organi con possibilità di voto telematico per incentivare la partecipazione, con un limite di 2 mandati per il presidente dell’Ordine. Viene introdotto un quorum di validità per le assemblee per favorire una più ampia partecipazione e un ricambio generazionale. Viene inserito l’obbligo di avvalersi di un revisore dei conti esterno iscritto all’albo dei revisori legali. Finalmente – conclude Gelli – dopo un’attesa durata oltre 70 anni, i collegi degli infermieri vengono trasformati in Ordine coinvolgendo oltre 430 mila professionisti in tutta Italia accreditando una professione chiave per l’intero sistema sanitario».

La soddisfazione della Fncptrm

«Siamo soddisfatti, sia perché il testo è stato approvato, sia perché» commentala Federazione dei Tecnici di radiologia medica “quando ci rendemmo disponibili ad accogliere le professioni sanitarie senza albo chiedemmo due cose, su mandato del Consiglio nazionale, entrambe di buon senso: 1. che nella denominazione del nuovo Ordine fosse richiamata in modo esplicito la professione di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica; 2. che a legge promulgata, nelle more che i nuovi albi si costituissero e diventassero pienamente funzionali, i Tsrm potessero continuare a operare come fanno negli attuali Collegi, sin dal 1965. Il Senato ha dato soddisfazione alla prima richiesta. La Camera alla seconda, col comma 13-bis. Ora auspichiamo che l’approvazione del nuovo testo da parte del Senato possa avvenire quanto prima».

Riforma degli Ordini, Fofi: occasione mancata a danno anche dei cittadini

«Non è pensabile che dopo un iter parlamentare durato anni, segnato infine dallo stravolgimento di un testo che era stato approvato al Senato, il DdL a firma del Ministro della Salute Lorenzin, nel quale è contenuta la riforma degli Ordini delle professioni sanitarie, venga privato di una previsione fondamentale» dice il segretario della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Maurizio Pace. «Mi riferisco alla modifica dell’articolo 102 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie – che risale al 1934 – che avrebbe permesso l’attività all’interno delle farmacie di altri professionisti della salute, con l’ovvia esclusione di quelli abilitati alla prescrizione di farmaci: medici e veterinari. Se resta in vigore il testo di oltre 80 anni fa, i cittadini non potranno trovare nelle farmacie un fisioterapista o un infermiere,  e non potranno farsi praticare un’iniezione intramuscolare o cambiare una medicazione». “Tutto questo” sottolinea la Fofi “è in aperta contraddizione con la Legge sulla farmacia dei servizi del 2009, che andava nella direzione di rendere le farmacie dei presidi polifunzionali, con l’atto di indirizzo per il rinnovo della Convenzione delle farmacie ma anche con le esperienze di decine di paesi di tutto l’Occidente industrializzato e con una mole di lavori scientifici che ha dimostrato l’efficacia di questo modello di intervento della farmacia di comunità”. «Non si capisce a quale logica obbedisca questa decisione: come altre prese a proposito della vita delle professioni sanitarie, sembra dettata soprattutto dalla scarsa conoscenza della materia su cui si va a legiferare. Assistiamo con preoccupazione a un’azione legislativa che da una parte toglie vincoli all’azione dei soggetti economici più forti e, dall’altra, mantiene limitazioni che penalizzano in primo luogo il cittadino e l’assistenza sul territorio. Non è questa una riforma all’altezza della storia degli Ordini delle professioni sanitarie ma, probabilmente, dopo una legislatura all’insegna della svalutazione di tutti i corpi intermedi della società, non era lecito aspettarsi un esito differente» conclude Maurizio Pace.

Unadis: «Finalmente le professionalità sanitarie equiparate al ruolo dei dirigenti sanitari»

«Un grande risultato per il sindacato e una grande vittoria per chi, da oltre 20 anni (dal DPCM 13.12.1995) lavora al servizio del Ministero con compiti e attività delicatissimi e fino ad oggi senza un adeguato riconoscimento». Il segretario generale Unadis, Barbara Casagrande, commenta così l’approvazione da parte della Camera dell’articolo 17 del ddl Lorenzin, per cui oggi è previsto il voto finale. «Dopo i vari incontri che ci sono stati in questi anni, siamo finalmente arrivati a questo punto», commenta Floriano Faragò, segretario organizzativo Unadis e responsabile della sezione Salute e Aifa del sindacato. «Un ringraziamento va alla ministra, Beatrice Lorenzin e al capo di Gabinetto del Ministero della Salute, Giuseppe Chinè, da sempre sensibile al ruolo delle professionalità sanitarie. Si tratta di un importante passo in avanti, perché oltre alla valorizzazione del lavoro svolto in questi anni, spesso nell’ombra, dà la possibilità a molti professionisti che hanno i requisiti di intraprendere un percorso di carriera, al pari dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale».

Anche i fisici medici plaudono all’approvazione del Decreto Lorenzin

L’Associazione Italiana di Fisica Medica esprime il proprio ringraziamento al Presidente e membri della Commissione XII, al Governo, al Ministero della Salute, alle Senatrici e Senatori per l’approvazione del Decreto Legge C. 3868 (Decreto Legge Omnibus Lorenzin). «Un particolare ringraziamento» afferma Michele Stasi, Presidente Associazione Italiana di Fisica Medica «va proprio al presidente della Commissione XII, on. Mario Marazziti, per la dedizione, la determinazione e la passione che ha messo per portare a termine il percorso anche alla Camera. AIFM, auspicando naturalmente una rapida approvazione entro il termine della legislatura del disegno di legge, ritiene questa un’importante legge che modernizza la nostra sanità e finalmente riconosce tutte le professioni sanitarie e tra queste anche i fisici e gli specialisti in Fisica Medica (fisici medici), che sono una risorsa importante ed essenziale per il Servizio Sanitario Nazionale, che garantiscono efficienza ed appropriatezza nell’impiego delle tecnologie, qualità e sicurezza per i pazienti. Quindi non solo, e finalmente, viene riconosciuto il ruolo di professionisti altamente qualificati e indispensabili nella sanità italiana e europea, ma anche vengono maggiormente tutelati» conclude Stasi «i pazienti che si sottopongono a indagini diagnostiche e terapie che utilizzano radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, anche e soprattutto in virtù del prossimo recepimento italiano, della Direttiva Euratom 59/13 (entro febbraio 2018), che sarà tassello fondamentale per la radioprotezione dei pazienti sottoposti a indagini radiogeni/medico nucleari e a trattamenti radioterapici».

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