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È nato in Puglia Tecnomed, un tecnopolo per la Medicina di Precisione

Tecnomed Lecce

Obiettivo primario, dare impulso alla ricerca nel settore della Medicina di Precisione mediante approcci innovativi basati sulle nanotecnologie.

«Il rilancio dell’efficienza delle strutture sanitarie non può prescindere da investimenti in tecnologia e ricerca». Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo ieri mattina a Lecce alla presentazione di TecnoMED, il Tecnopolo per la Medicina di Precisione nato dalla collaborazione tra Cnr Nanotec Lecce, l’Irccs Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, l’Università di Bari e la Regione Puglia. Obiettivo primario di TecnoMED “è dare impulso” sottolinea la Regione Puglia “alla ricerca nel settore della Medicina di Precisione con approcci innovativi basati sulle nanotecnologie e la traslazione dei risultati nella prevenzione e nel trattamento dei tumori e delle malattie neurodegenerative. Ciò mira ad inserire la Puglia in un futuro network italiano di poli di eccellenza collegati a centri di ricerca (Irccs) attivi nei macrosettori Oncologia e Neuroscienze per affrontare con approcci di ultima generazione patologie tra le più socialmente rilevanti della nostra epoca.  La sinergia tra Cnr Nanotec di Lecce, l’Irccs Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e il Policlinico dell’Università di Bari, insieme all’avvio nelle Università Pugliesi di un programma innovativo di alta formazione nel settore delle scienze della vita, permetterà di dare impulso alla medicina traslazionale in Puglia (dalla ricerca alla sperimentazione sull’uomo), creando un polo di rilevanza europea nella ricerca e nella clinica e contribuendo ad invertire sia il flusso di cervellisia il flusso di pazienti che ora dalla Puglia si dirige verso centri del Nord Italia ed europei clinici e di laboratorio. Obiettivo secondario, ma altrettanto cruciale, è favorire la nascita di attività imprenditoriali ad elevato contenuto tecnologico (start-up, spin-off, etc) radicate sul territorio pugliese, che possano sviluppare a livello industriale i risultati della ricerca traducendoli in prodotti accessibili sul mercato, e quindi ai clinici e ai pazienti, con significative ricadute occupazionali. Tale aspetto necessita il parallelo avvio di un programma coordinato a livello regionale di incubazione/accelerazione di iniziative di imprenditoria innovativa, dunque la creazione di un ecosistema di competenze in ambito scientifico, manageriale, economico e giuridico capace di valorizzare il know-how acquisito in prodotti finiti spendibili sul mercato”.

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