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Nasce all’Int nuovo polo per la diagnosi e la cura dei tumori oculari di adulti e bambini

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Inaugurato oggi, alla presenza dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, il nuovo polo per la diagnosi e la cura delle patologie oncologiche oculari presso l’Istituto Nazionale dei Tumori (Int). Il nuovo polo, realizzato anche grazie al contributo di una cordata di onlus guidata dall’Associazione Bianca Garavaglia con la partecipazione di Vittoria Onlus, Amici di Lollo Onlus, Con Lorenzo Per Mano Onlus, Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), Associazione per l’Assistenza dei Giovani e degli Anziani, NCG Medical, ha l’obiettivo di offrire un approccio specialistico focalizzato principalmente sul melanoma oculare e il retinoblastoma, le neoplasie intraoculari più comuni negli adulti e nei bambini. «Questo nuovo polo, altamente specialistico ed espressione anche della migliore collaborazione fra pubblico e privato sociale, arricchisce e completa  l’offerta  di ricerca e cura oncologica dell’Int e risponde all’esigenza di prendere in carico il bambino e l’adulto con un tumore oculare per garantire loro una diagnosi tempestiva e la più efficace terapia abolendo, nel contempo, gli inutili e dispendiosi disagi dei viaggi all’estero alla ricerca di risposte»  afferma Enzo Lucchini, Presidente Int. «In Lombardia sono circa 100 i nuovi pazienti che ogni anno sono colpiti da patologie afferenti all’ oncologia oculare. La nostra regione, anche nell’ottica di ampliare l’offerta di diagnosi e cura di alcune patologie rare, ha avviato tramite l’Istituto Nazionale di Tumori una sperimentazione per garantire a queste persone le cure adeguate. – afferma Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia – Una sperimentazione molto importante perché permetterà al malato di essere preso in carico non solo come un paziente con una patologia oculare, come avveniva all’estero, ma anche come un paziente oncologico la cui malattia e le sue conseguenze rientreranno all’interno di un protocollo clinico con un adeguato percorso diagnostico terapeutico». In Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per citarne solo due, l’Oncologia Oculare è formalmente riconosciuta come una super-specializzazione che viene svolta solo da oculisti con specifico training in oncologia e patologie oculari. Da qui, la necessità di avere delle strutture dedicate. «Il melanoma oculare e il retinoblastoma sono tumori rari che colpiscono rispettivamente sei persone ogni milione di abitanti l’anno e un bambino ogni 15 mila nati. – precisa Giovanni Apolone, Direttore Scientifico Int – Tuttavia queste patologie hanno sicuramente bisogno di una competenza specialistica oculistica, ma nel contesto di un percorso di diagnosi e cura gestito da un centro con specifiche competenze oncologiche, che sia anche in grado di offrire al paziente le migliori chance di partecipare a progetti di ricerca». «Il nostro Istituto, in questo specifico settore, è l’unico in Italia in grado di gestire e coordinare percorsi assistenziali a 360 gradi offrendo, al pari dei grandi istituti che si trovano all’estero, soluzioni di cura che permettono ai pazienti oncologici di affrontare la malattia in Italia» – aggiunge Luigi Cajazzo, Direttore Generale INT. «Oggi chi cura queste neoplasie non può più limitarsi alla sola terapia oculare, ma deve comprendere gli aspetti molecolari della malattia e avere le competenze per coordinare la presa in carico complessiva del  paziente, in collaborazione coi colleghi di altre discipline e seguendo protocolli internazionali – sottolinea Martina Angi, Responsabile del servizio di Oncologia Oculare dell’INT – Attualmente, sulla base delle caratteristiche cliniche, istopatologiche e molecolari del melanoma oculare, siamo infatti in grado di predire il rischio individuale di sviluppare metastasi e offrire un follow-up personalizzato, nonché l’accesso a soluzioni terapeutiche innovative».«La gestione terapeutica del retinoblastoma può avvenire solo in un centro di oncologia pediatrica di alta specializzazione – sottolinea Maura Massimino, Direttore della Struttura Complessa di Pediatria Oncologica  dell’INT – C’è bisogno di un team multi-specialistico con figure che vanno dall’oncologo oculare al pediatra, con genetista, psicologo, radiologo diagnosta e interventista. Nel caso dei piccoli pazienti questo comporta inevitabilmente innegabili vantaggi anche dal punto di vista della qualità di vita della famiglia». «Questa tipologia di tumore, il melanoma, sia nella forma cutanea che oculare, è particolarmente insidiosa e ha molteplici espressioni, per molte delle quali si è riusciti a tracciare un identikit caratterizzandole a livello molecolare. – dice Mario Santinami, Direttore della Struttura Complessa Melanoma Sarcoma dell’INT –  La conseguenza pratica è stata una rivoluzione sul piano terapeutico: farmaci intelligenti che, utilizzando i bersagli molecolari specifici, hanno dimostrato di essere efficaci nei pazienti che presentano una determinata mutazione».

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