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Il Biotestamento è legge

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L’Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva, con 180 voti favorevoli, 71 contrari e sei astenuti il ddl n. 2801, in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Il ddl disciplina il consenso informato del paziente ai trattamenti sanitari e agli accertamenti diagnostici, interviene in tema di terapia del dolore, divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e dignità nella fase finale della vita, introduce l’istituto delle disposizioni anticipate di volontà e lo strumento della pianificazione condivisa delle cure. In particolare, l’articolo 1 prevede che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Ognuno ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute, di essere informato in modo completo, aggiornato e comprensibile, di rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario, di revocare il consenso prestato. Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare o rinunciare al trattamento sanitario ed è esente da responsabilità civile o penale. Nella seduta di ieri gli 8 articoli del ddl sono stati approvati senza modifiche. “L’approvazione definitiva della legge sul biotestamento è un importante e positivo atto di responsabilità del Parlamento”, scrive Laura Boldrini su Twitter. “D’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche”, aggiunge la presidente della Camera. “Il Senato ha appena concluso l’iter delle norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, un provvedimento a lungo atteso che ha generato un ampio e acceso dibattito, sia tra le forze politiche che nell’opinione pubblica”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, aggiungendo che “è stata affrontata una lunga e appassionata discussione, l’Aula ha deliberato e approvato una legge che incide profondamente sulla vita dei cittadini. Ciascun gruppo parlamentare e ciascun senatore ha espresso con forza i propri convincimenti, e ogni posizione merita il più profondo rispetto, nella consapevolezza che quando si esaminano tematiche così dense di significati, di dolore e di speranza, a guidarci devono essere la reciprocità e l’ascolto”. “Dal Senato via libera a una scelta di civiltà. Un passo avanti per la dignità della persona”, ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni su twitter.

Manconi (Pd): Un grande risultato dal quale partire
«Dopo che, nell’aula del Senato, sono echeggiate le ultime grossolane bugie (“Tutta la letteratura medica dice che nutrizione e idratazione artificiali non sono atti terapeutici”) e le più rozze approssimazioni (“Sospendere quelle prestazioni è togliere pane e acqua al morente”), la legge sulle disposizioni anticipate di trattamento è stata approvata in via definitiva. Finalmente. Ne sono felice, anche perché ho presentato una normativa in materia il primo giorno dell’attuale legislatura (15 marzo 2013); e perché, nel lontano 1997, proposi un disegno di legge sul fine-vita, che veniva dopo quello pionieristico di Loris Fortuna, del 1985» Lo afferma il senatore del Pd Luigi Manconi, Presidente della commissione Diritti umani.
«Ma quello di oggi – aggiunge Manconi – è l’ottimo risultato di un impegno di tanti. Innanzitutto dell’associazione Luca Coscioni, alla quale si deve l’importantissima attività di mobilitazione dell’opinione pubblica. E che, dieci anni fa, insieme all’associazione A Buon Diritto, ha raccolto oltre cinquemila testamenti biologici sottoscritti da altrettanti cittadini e consegnati all’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ora, ciò che mi preme sottolineare in particolare è che questo fondamentale risultato deve indurre a porre al centro dell’attenzione pubblica la grande questione del dolore del paziente. Tematica oggi largamente rimossa e ignorata, mentre costituisce una essenziale e dolente problematica per la salute collettiva. Infine, l’esito positivo di questa vicenda dice in maniera inequivocabile come la volontà politica, se sorretta da intelligenza e determinazione, possa portare a preziosi risultati. È un’indicazione da raccogliere per quanto riguarda il provvedimento sullo Ius soli et culturae. Se davvero lo volessimo, se davvero lo vuole il Partito Democratico, il tempo c’è e ci sono i numeri», conclude Manconi.

Maturani (Pd): Approvata legge importante, equilibrata e di grande umanità

“Finalmente oggiAggiungi un appuntamento per oggi abbiamo approvato una legge importante, equilibrata e di grande umanità che segna un passaggio di civiltà per il nostro Paese. Una legge tanto attesa che affronta un tema delicato come il fine vita con tutto il suo carico di sofferenza e di solitudine ” Lo afferma la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd. “Legiferare su un tema così importante cercando di mantenere sempre presente la tutela della dignità del malato – aggiunge Maturani –  significa confrontarsi con le tante sensibilità e responsabilità che riguardano un momento così particolare della vita di ognuno: per prime quelle del malato e poi quelle dei famigliari, dei medici e di chi assiste e si prende cura del paziente. Con questa legge abbiamo cercato di rispettare la condizione e i compiti di ognuno cercando di colmare un vuoto non più accettabile. Diritto, libertà e consapevolezza, quindi, sono le direttrici di questa legge: Nessun trattamento sanitario potrà essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona interessata così come ogni persona maggiorenne e capace di agire avrà il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare, in qualsiasi momento, il consenso prestato e Il medico sarà tenuto a rispettare la volontà del paziente. Una legge che valorizza il rapporto medico-paziente e che sottolinea l’importanza dell’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative per alleviare le sofferenze del paziente e tutelare la dignità della vita nell’imminenza della morte senza irragionevoli accanimenti terapeutici. Questa legge è il risultato di un lavoro comune e trasversale che ha permesso al parlamento di approvare norme utili ai cittadini”, conclude Maturani.

Biotestamento. Magi (Sumai): «Approvata una legge di civiltà che il Paese aspettava da tempo»

«Quella approvata oggi dal Senato è una legge importante, di civiltà, necessaria e di grande libertà perché offre alle persone sottoposte a sofferenze terribili, con malattie irreversibili, la possibilità di scegliere come morire». Così Antonio Magi segretario generale del Sumai Assoprof in merito all’approvazione da parte dell’Aula del Senato della legge sul Biotestamento. «Credo infatti che regolare legalmente le scelte di fine vita aumenti gli spazi di libertà sia per chi vuole essere tenuto in vita il più a lungo possibile, sia per chi intende autodeterminarsi in modo opposto. Troppe volte in passato sia i medici che i malati sono stati lasciati soli, a prendere decisioni spesso ai limiti della legalità ecco, da oggi un tema così delicato come il fine vita è sottratto all’oscurità e all’illegalità, seppur mossa da motivi di umanità. Fino a ieri infatti, poteva succedere che i medici, spesso d’intesa con i famigliari che non sopportavano più di vedere il proprio caro soffrire senza speranza, praticavano la sedazione ai malati terminali sospendendo l’alimentazione. Quindi senza alcun’alleanza terapeutica con il paziente che non era più in grado di decidere». «Questo disegno di legge – conclude Antonio Magi – invece rafforza l’alleanza terapeutica perché si garantisce il diritto di cura fino a quando tale diritto può essere esercitato e con modalità più cooperative e più umane, porta chiarezza normativa, aiuta i medici, e può soprattutto contribuire a migliorare la possibilità di scelta dei malati».

Gelli (Pd) abbiamo mantenuto impegno

«Con l’approvazione del biotestamento,  il Governo manda un messaggio molto chiaro al Paese» afferma Federico Gelli, responsabile nazionale sanità del Partito Democratico «Abbiamo mantenuto nei tempi previsti l’impegno rilanciato di recente alla Leopolda dallo stesso segretario Renzi. Il PD conferma ancora una volta il suo forte impegno sui diritti civili. Il testo garantisce un giusto equilibrio tra diritto alla salute e libertà personale senza prevedere nessun abbandono terapeutico del paziente.  Non si parli strumentalmente di eutanasia. Anche nei casi riguardanti la possibile scelta da parte dei pazienti di interrompere le proprie terapie, non siamo in presenza di un intervento eutanasico. Si prevede infatti solo la possibilità da parte della persona di opporre il suo rifiuto a forme di accanimento terapeutico. Un Paese civile non poteva mantenere un vuoto normativo su un tema così delicato. Dopo un decennio di dibattiti, questo Governo ha dato ancora una volta una risposta concreta al Paese».

Petraglia (Si Leu): Grande scelta di libertà, è legge di tutti

“Dopo anni e anni di impegno, di lotta, di sofferenza di tanti e tante, siamo finalmente arrivati a un momento storico per il nostro paese: l’approvazione di una legge che riconosce il diritto di scegliere di non subire accanimento terapeutico sul proprio corpo già sofferente. Con questa legge non ci occupiamo di come si muore, ma di dare dignità a una, dieci, cento vite di altre persone. Noi facciamo una grande scelta di liberta’ e non di morte”. Lo dice Alessia Petraglia, senatrice Si-Leu, nella dichiarazione di voto sul Biotestamento, annunciando voto favorevole da parte di Si. La senatrice ha portato in Aula una testimonianza molto toccante, quella di Michele Gesualdi.  Uno dei ragazzi di Barbiana, cattolico e malato di SLA, promotore di un appello che ha raccolto oltre 100.000 firme, e che proprio oggiAggiungi un appuntamento per oggi è stato consegnato da sua figlia Sandra al Presidente del Senato. Un richiamo alle Istituzioni, alle sue massime rappresentanze. “A volte-  ha proseguito Petraglia – le ragioni che dobbiamo sostenere sono più forti se a parlarne sono coloro che vivono quotidianamente la sofferenza della malattia, proprio quei cittadini che sono in attesa delle nostre scelte, in attesa da anni del voto del Parlamento. Oggi è una giornata importante, attesa da tanti, da milioni di cittadini che – ha concluso – insieme con noi in questi anni hanno cercato di dire che dobbiamo fare presto per il via libera ad una legge di libertà e laicità, perché la laicità è lo spazio di tutela per credenti e non credenti”.

Medici cattolici: Rammarico e contrarietà per approvazione 

“Con l’approvazione del ddl sulle ‘norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari’, avvenuta oggi al Senato, manifestiamo preoccupazione e in alcuni punti anche contrarietà già più volte espressa in passato, in particolare su alcuni aspetti fondamentali del testo, inemendato rispetto a quello della Camera”. È quanto scrivono in un comunicato congiunto Filippo Maria Boscia e Giuseppe Battimelli, presidente e vicepresidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani. “Paventiamo soprattutto che il principio dell’indisponibilità della vita laicamente inteso da assoluto possa essere ora in qualche modo relativo, prevalendo un’autodeterminazione del paziente, svincolata da un proficuo rapporto di cura con il medico, come si evince anche dall’utilizzo del termine “disposizioni” al posto di “dichiarazioni””, aggiungono. “Pertanto, anche l’obiezione di coscienza, prerogativa e valore da sempre gelosamente custodita dalla classe medica, non sembra esplicitamente enunciata nel testo come anche si evidenzia l’esclusione della possibilità di sottrarsi all’applicazione della legge da parte di strutture sanitarie private accreditate che hanno un codice etico difforme dai principi della legge stessa, costringendole a un’obbligatorietà che appare francamente incostituzionale”, sottolineano i medici cattolici. “Infine, desta notevole difficoltà la definizione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale come trattamenti sanitari che si possono rifiutare o sospendere sempre e comunque e senza giustificazione alcuna, non tenendo conto delle condizioni cliniche dell’ammalato e se risultino utili ai benefici attesi. Perciò riteniamo che tutta la classe medica italiana distintasi per generazioni e generazioni per una peculiare sensibilità umana, scientifica ed etica, debba in questo momento rinnovare il suo impegno, riaffermando la “prossimità responsabile” del buon Samaritano che è quella di accompagnamento, empatia e di non abbandono dell’uomo fragile ed ammalato”, conclude la nota.

I Medici Cattolici di Milano salutano con favore la legge approvata

I Medici Cattolici di Milano salutano con favore la norma sul biotestamento approvata oggi dal Parlamento. La mediazione trovata a livello parlamentare risponde in più parti al documento promosso da A.M.C.I. Milano sul tema disposizioni anticipate pubblicato nel 2009 anche sul tema alimentazione\idratazione. “La legge, frutto di un onorevole compromesso, rispetta i dettami della Costituzione e la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (diritto alla vita e alla salute). Rispetta l’autonomia decisionale del malato e al contempo l’autonomia professionale e responsabilità del medico. Valorizza la relazione di cura nella forte alleanza terapeutica medico-paziente e familiari, attraverso decisioni partecipate nella pianificazione delle cure. Garantisce la libertà del malato nella sua fragilità per non sentirsi abbandonato, né oggetto di un’applicazione rigida e impersonale di schemi terapeutici inadeguati o sproporzionati. Dice un no chiaro all’eutanasia e va ben oltre l’accanimento terapeutico. L’obiezione del medico non si pone perché il medico può disattendere le DAT quando sono palesemente incongrue” – sottolinea Alberto Cozzi, Presidente Associazione Medici Cattolici italiani – Sezione di Milano.

Amci: Non si parli di divisioni 
“Prendiamo atto con rammarico della soddisfazione con cui è stata accolta l’approvazione della legge sulle ‘norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari’ da parte della sezione Amci di Milano che, però, con il suo numero esiguo di iscritti rappresenta una condizione di marginalità all’interno dell’Associazione Medici Cattolici Italiani. Rimane ferma la nostra posizione ufficiale già espressa oggi in piena sintonia con la Cei”. E’ quanto dichiara in una nota Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dei medici cattolici.

Cittadinanzattiva: un atto di civiltà atteso da tempo. Ora una campagna informativa perché i cittadini ne conoscano appieno i contenuti.

“Un atto di civiltà che attendevamo da tempo. Una legge che riconosce il diritto all’autodeterminazione della persona, promuove i valori dell’umanizzazione delle cure e della dignità della vita e del fine vita”, questo il commento di Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva sulla legge sul fine vita appena approvata.  Positivi i passaggi relativi al tempo della comunicazione tra equipe e la persona come tempo di cura, al riconoscimento della nutrizione ed idratazione artificiale come trattamenti sanitari. “Chiediamo adesso che si dia piena attuazione alla legge, cominciando dalla garanzia di adeguate modalità di gestione e informazione sui dati tra amministrazione centrale e locale così da poter avere un quadro tempestivo e nazionale sulle “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT)”, e che si avvii una campagna di informazione per i cittadini sui contenuti e le nuove opportunità sancite dalla legge. La stessa – conclude Gaudioso –  sia l’occasione per rilanciare il consenso informato, perché questo diventi un vero strumento di scelta consapevole del paziente”.

Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche: Sancito finalmente il diritto dei cittadini e la tutela dell’operatore sanitario

Grazie all’approvazione della legge n. 2801 sul Biotestamento, anche l’Italia avrà una norma che da una parte consente al cittadino di essere informato sia sul proprio stato di salute sia sulle conseguenze che derivano dalle cure o dal rifiuto di queste decidendo in ogni momento di non iniziarle o sospenderle e dall’altra parte esenta l’operatore sanitario che rispetta la volontà del paziente da ogni responsabilità civile e penale. «Quella licenziata dal Senato è una norma di civiltà – afferma la Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche, Maria Vicario -. Finalmente infatti i pazienti che, a causa della loro patologia, decideranno in maniera cosciente e consapevole di non sottoporsi alle cure potranno farlo nel proprio Paese assistiti dal personale che li ha seguiti fino a quel momento e soprattutto circondati dalla presenza e dall’affetto dei familiari. Anche le 22mila ostetriche/i rappresentate da questa Federazione faranno, come sempre, il loro dovere assistendo e promuovendo la salute delle donne e del nascituro, dando a loro, ai familiari o alla persona di fiducia nominata, tutte le informazioni utili e professionalmente corrette affinché si scelga sempre per il proprio meglio. Sono certa – conclude la Presidente FNCO –, e auspico, che in quanto legge dello Stato si affronti con animo sereno e laico, continuando sempre a dare la priorità alla salute di chi si prende in carico». Un altro aspetto molto importante della legge è quello del rapporto fiduciario tra paziente e operatore sanitario e che e la base di una informazione corretta, precisa e puntuale sulle condizioni di salute attuali e future, cui si aggiunge la non imputabilità civile e penale. «Ritengo che fosse doveroso specificare nella legge quest’ultimo aspetto, ovvero che il mettere in atto il volere del paziente, anche quando questo va in senso diverso alla ricerca del mantenimento in vita a ogni costo, non possa essere oggetto di denuncia né civile, né penale – sottolinea la dottoressa Vicario -. Chi, come le ostetriche, lavora quotidianamente in sanità in ogni tipo di condizione, a volte anche dura da un punto di vista psicologico, conosce bene quale sia il valore e l’importanza della vita e in particolare la sua dignità. In special modo in un ambito in cui si ha a che fare contemporaneamente con adulti e neonati. Aiutare a mantenerla fino alla fine – conclude la Presidente FNCO – è uno dei compiti più complessi e più delicati cui siamo chiamati ad affrontare».

 

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