top

Quali sanità e welfare nella prossima legislatura?

COPERTINA1-2 (1)

Sul nuovo numero di Panorama della Sanità lo SPECIALE ELEZIONI.

Aumento del fondo per la non autosufficienza, creazione di un super Ministero della Salute e delle Politiche sociali, freno alla diffusione dei fondi sanitari integrativi, modifica del criterio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, riforma dell’attuale Titolo V, revisione dell’istituto dell’intramoenia e del controllo delle liste di attesa, nuove assunzioni e percorsi di formazione. Sono queste alcune delle istanze portate avanti, in vista del prossimo appuntamento elettorale del 4 marzo, dai protagonisti del mondo politico, espressione dei diversi partiti e movimenti in lizza, che hanno risposto a cinque domande, rivolte da Panorama della Sanità. Ne emerge un quadro dettagliato e originale, pubblicato sull’ultimo numero della rivista, sull’impegno dei diversi schieramenti e sui programmi delle singole formazioni sui temi della sanità e del welfare. «Occorre ripartire» afferma Paola Binetti (Noi con l’Italia-Udc) «dalla tutela del Diritto alla Salute come piattaforma per un nuovo modello assistenziale, o meglio socio-assistenziale. Norme più chiare e tempestive, a seconda dei problemi emergenti, sia a livello parlamentare che governativo, e un recepimento più rapido da parte della Conferenza Stato-Regioni delle leggi, per dar loro attuazione in modo uguale su tutto il territorio nazionale». Sul rapporto pubblico-privato in sanità Nerina Dirindin (LeU Liberi e Uguali) afferma «È necessario innanzitutto prevedere un graduale ma significativo aumento del fondo sanitario, aggiornare i criteri di riparto fra le Regioni e individuare una specifica strategia per il superamento del divario Nord – Sud. In secondo luogo è necessario porre un freno alla diffusione dei fondi sanitari integrativi (in realtà sostitutivi rispetto al Ssn) perché costosi e discriminanti, prevedendo regole più precise e rivedendone le agevolazioni fiscali». Sul futuro del Ministero della Salute secondo Lugi Gaetti (Movimento cinquestelle M5S) è «necessario ricomporre la frattura che si è creata tra le competenze sanitarie, le competenze sull’ambiente e quelle sociali. Questa integrazione dovrà collocarsi in una visione anche più ampia dove il diritto partecipato alla salute, inteso come benessere, è il trait d’union dello sviluppo sostenibile e di tutte le politiche sociali, culturali, energetiche, economiche e sanitarie del Paese». «Abbiamo dichiarato apertamente» afferma Federico Gelli (Partito Democratico Pd) «la volontà di aumentare i fondi nazionali per i farmaci innovativi specie nel settore oncologico e la ricerca contro le malattie rare, agevolando gli investimenti imprenditoriali della ricerca farmaceutica in Italia. E sulla non autosufficienza investiremo due miliardi di euro per rafforzare l’indennità di accompagnamento, graduando l’aumento sulla base del bisogno dei singoli». «Il no al referendum costituzionale» evidenzia Beatrice Lorenzin (Civica Popolare) «ha bloccato la riforma del titolo V causa delle diseguaglianze della sanità in Italia. Tornerò su questo la prossima legislatura, dobbiamo garantire più poteri allo Stato per garantire l’accesso alle terapie dal sud al nord, le linee guida, i piani diagnostici e terapeutici (che oggi sono diversi da Asl ad Asl), e poteri di controllo e sanzione laddove si ledano i diritti dei cittadini. Tutto ciò non significa abolire l’autonomia, ma valorizzare le cose che funzionano e razionalizzare quelle che non vanno». La prima causa dell’inefficienza all’origine delle disuguaglianze, è secondo Andrea Mandelli (Forza Italia) «il depauperamento degli organici dei servizi assistenziali, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro, che determina minore produttività ed aumento dei costi unitari. Occorre garantire una adeguata consistenza del personale (secondo standard previsti, tra l’altro, dall’art.22 del Patto per la Salute 2014-2016), procedendo alle necessarie assunzioni e rinnovando contratti e convenzioni».

Print Friendly, PDF & Email

Non ci sono ancora commenti.

Lascia un commento