top

Proposta Hta commissione europea, Derrico (Sihta): Da essa buone opportunità ma con qualche rischio

derrico

«Un valore aggiunto al percorso del network europeo EUnetHTA». È così che definisce la proposta legislativa della Commissione europea  riguardante il rafforzamento della cooperazione dell’Ue in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie, Pietro Derrico, Presidente della Sihta, Società Italiana di Health Technology Assessment in un suo articolo pubblicato su Panorama della Sanità di marzo. «Sebbene ad oggi in essa» precisa Derrico «siano citati solo farmaci e dispositivi medici (seppur in una posizione più marginale), trascurando così implicitamente procedure, assetti organizzativi, sistemi di Ict, questa proposta porta un ulteriore valore aggiunto al percorso, avviato ormai da diversi anni, delle attività di cooperazione scientifica del network europeo EUnetHTA, per l’utilizzo di metodologie e procedure comuni in materia di Hta, nonché un grande passo in avanti per l’introduzione coerente nei sistemi sanitari di nuove tecnologie che rispondano alle priorità di salute dei cittadini in rispetto delle risorse realmente disponibili». «Sihta» prosegue Derrico «riconosce le buone opportunità che posso scaturire dalla proposta, in particolare nel miglioramento e standardizzazione sovranazionale del processo di valutazione delle tecnologie e nella possibilità di uniformare gli studi di clinical benefit portando alla formalizzazione di: obiettivi, coordinamento, tempistica, designazione e coinvolgimento degli stakeholder; alla condivisione dei risultati di valutazione; alla maggiore trasparenza; e non ultimo, alla garanzia di equità nell’accesso alle cure per tutti i cittadini degli Stati membri Ue. La messa in vigore di questa nuova disciplina porterebbe inoltre un contributo di chiarezza alla diatriba tra Hta a livello macro e Hta a livello micro e Hb-Hta in particolare. Accettando questa proposta di percorso, gli organismi nazionali (nel caso specifico addirittura sovranazionali) dovrebbero sostanzialmente occuparsi di verificare e stabilire l’efficacia clinica delle tecnologie sanitarie esaltando e promuovendo i Joint Clinical Asssessment, svolti in cooperazione tra gli stati europei, i cui esiti siano strutturalmente indipendenti dalle altre variabili in gioco». Ma «Al contempo» mette in guardia il presidente della Sihta «non possiamo sottacere i possibili rischi di questo nuovo approccio legati alla gestione nella fase di sviluppo (early dialogue) di un prodotto (le consultazioni scientifiche congiunte consentono a uno sviluppatore di una tecnologia sanitaria di chiedere il parere di autorità e organismi Hta sui dati e sulle prove che saranno probabilmente oggetto di valutazioni cliniche future), al possibile mancato aggiornamento periodico delle valutazioni (Real World Evidence) che dovrà essere naturalmente differenziato tra farmaci e dispositivi tenendo conto del tempo di vita (market life) del prodotto, estremamente più breve rispetto a farmaci e procedure e, infine, alla apparente mancanza di coinvolgimento e della partecipazione attiva del paziente/cittadino».

Print Friendly, PDF & Email
Non ci sono ancora commenti.

Lascia un commento