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“La cura della salute non è una merce ma un bene comune”

anziani assistenza

“In tutto il mondo sempre di più i pazienti, e con loro, le famiglie, i medici, gli infermieri e gli altri professionisti che se ne prendono cura, avvertono un disagio profondo per un ambiente di lavoro troppo orientato al denaro e al profitto. La medicina sta correndo il pericolo di perdere l’anima”. È quanto affermano Slow Medicine  (www.slowmedicine.it), insieme al movimento americano Right Care Alliance, promosso dalla Lown Foundation (https://rightcarealliance.org), Slow Medicine Brasil (https://www.slowmedicine.com.br) e Alliance of Doctors for Ethical Health Care recentemente fondata in India (http://www.ethicaldoctors.org) che in occasione della Giornata Mondiale della Salute che si celebra ogni anno il 7 aprile, hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta. “Troppe persone nel mondo” sottolineano “non hanno accesso alle cure essenziali mentre nello stesso tempo molte persone ricevono cure di cui non hanno bisogno e che, se fossero bene informate, non vorrebbero affatto. I motivi di questa situazione sono molti e comprendono il declino della professionalità, la corruzione della scienza, il mancato ascolto dei bisogni espressi dalle comunità, la carenza di democrazia nel progettare i sistemi sanitari, le crescenti disuguaglianze economiche, i governi che ignorano le proprie responsabilità nel perseguire il benessere della società, la crescita dei servizi sanitari privati che restano inaffidabili in gran parte del mondo e controllati dall’industria del farmaco, delle tecnologie mediche e delle assicurazioni private, la crescente aziendalizzazione che tende a considerare l’assistenza sanitaria come una merce da cui trarre profitto. Tutto ciò sta peggiorando questa tendenza. A fronte di questi problemi vediamo emergere in tutto il globo un nuovo movimento per la salute, mentre società con culture e storie diverse si confrontano su questo tema fondamentale per l’esistenza umana: come ci tratteremo gli uni con gli altri, come ingranaggi di un processo economico-produttivo o come persone che necessitano di sostegno e solidarietà? Noi dichiariamo che c’è bisogno di un nuovo modo di occuparsi della salute, che anteponga le relazioni all’interesse economico e rispetti l’antica vocazione di coloro che si prendono cura della salute per accompagnare tutti i membri della comunità umana nel viaggio della vita. Crediamo sia venuto il momento” aggiungono le quattro associazioni “di un rinascimento delle attività di cura, che punti al ripristino della relazione fra i professionisti della salute e le loro comunità. Questo spazio, meritevole di ogni dignità, ha bisogno di essere più protetto dalle forze del denaro, per consentire alla scienza di svolgere il proprio ruolo al servizio dell’uomo piuttosto che del profitto e per garantire che i professionisti della salute mettano a disposizione il loro tempo e le loro conoscenze. Crediamo che per fare ciò, l’umanità debba prendere la decisione fondamentale che la cura della salute non è una merce ma un bene comune. Chiamiamo tutti i professionisti e tutti i cittadini che hanno a cuore la salute delle loro famiglie e delle loro comunità ad unirsi a noi per: sviluppare ogni azione, iniziativa e attività politica che sia in grado di promuovere una visione della salute come bene comune e un’assistenza in armonia con la nostra profonda natura sociale e con la nostra capacità di innovazione verso sistemi sanitari che promuovano salute per tutti, fornendo cure di buona qualità e accessibili a tutti. La cura della salute, assieme al cibo e ai bisogni fondamentali di sicurezza e di istruzione devono essere diritti fondamentali per tutti i cittadini del mondo”.

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