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La ricerca italiana in diabetologia, Sid: Tante pubblicazioni, tanta gloria ma… pochi soldi

ricercatori

Le agenzie di ‘rating’ mettono la ricerca italiana al primo posto nel mondo, se si rapportano i risultati ai finanziamenti pubblici. 5 mila le pubblicazioni su riviste internazionali dal 2000 ad oggi. 500 i ricercatori italiani impegnati nel campo della diabetologia.

 

La ricerca italiana in diabetologia è tra le più quotate del mondo. Ma ha… le scarpe bucate. Si può infatti andare orgogliosi del fatto che i circa 500 ricercatori impegnati nelle università e negli ospedali hanno prodotto dal 2000 ad oggi oltre 5 mila pubblicazioni su riviste internazionali, spesso sulle più prestigiose del settore. Le agenzie che censiscono e valutano la ricerca collocano la ricerca italiana in diabetologia al primo posto nel mondo, quando i suoi prodotti vengono rapportati ai magri finanziamenti pubblici (una media di circa 8 mila euro all’anno per singolo ricercatore). Il punto sulla ricerca italiana in diabetologia è stato fatto oggi in occasione della conferenza stampa ufficiale d’inaugurazione del congresso 2018 della Società Italiana di Diabetologia che si apre a Rimini fino al 19 maggio. “La Fondazione Diabete Ricerca Onlus, spin off della Società Italiana di Diabetologia, nata nel 2000 e affiancata dalla omonima Associazione Onlus, ha la mission” evidenzia la Sid “di raccogliere fondi per la ricerca in diabetologia dal settore privato e di distribuire finanziamenti ai ricercatori su base competitiva. Grazie a importanti contributi non condizionati ricevuti da alcune aziende farmaceutiche, la Fondazione negli ultimi anni ha potuto distribuire numerose borse di studio a giovani ricercatori e assegnare rilevanti finanziamenti a diversi progetti di ricerca nel campo del diabete”. ëSi tratta di contributi – afferma il Presidente della Fondazione professor Enzo Bonora – che speriamo in futuro di ricevere ancora e possibilmente anche da altre aziende farmaceutiche e da aziende e istituzioni non necessariamente legate al mondo della sanità e del diabete in particolare. E speriamo di meritare donazioni dal grande pubblico. La Fondazione e l’Associazione ricevono ogni tanto contributi da privati cittadini ma si tratta ancora di pochi benefattori, nulla a che vedere con la amplissima schiera di sostenitori su cui possono contare le associazioni che finanziano la ricerca sui tumori o sulle malattie genetiche o neurologiche». Ma qualcosa si sta muovendo. Negli ultimi mesi, sulla scia di alcune campagne di sensibilizzazione condotte in rete e sulla carta stampata e grazie a spettacoli di beneficienza organizzati in alcune città, sono stati raccolti più fondi che in passato. C’è stata anche un’iniziativa che ha coinvolto la grande distribuzione alimentare. «La Fondazione e l’Associazione – afferma Bonora – desiderano ringraziare in particolare la catena di supermercati Esselunga e i suoi clienti che negli ultimi mesi hanno donato e permesso di raccogliere circa 130 mila euro che serviranno a sostenere 5 progetti di ricerca, il cui bando è stato pubblicato da qualche settimana». I progetti riguarderanno la medicina rigenerativa (cellule staminali in primis), il pancreas artificiale, la genetica del diabete, i biomarcatori delle complicanze croniche, l’eziopatogenesi e la fisiopatologia del diabete. Un’ulteriore iniezione di risorse economiche la Fondazione spera di riceverla dall’imminente campagna basata su sms solidali da spedire al numero 45587 che sarà pubblicizzata dal 21 al 28 maggio attraverso i canali RAI e i principali quotidiani. Molta aspettativa c’è anche per la attuale campagna del 5 x mille (codice fiscale per la ricerca scientifica n. 05915101009. «Abbiamo i ricercatori migliori del mondo – conclude Bonora – ed è un peccato che siano poco sostenuti dal pubblico nonostante il diabete riguardi 4 milioni di italiani e causi ogni anno oltre 100 mila decessi. Abbiamo bisogno che tante persone ci aiutino nella nostra sfida quotidiana alla malattia. Il diabete, come scriviamo anche nella nostra campagna, è un bastardo e va arrestato proprio con la ricerca».

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