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Verso un nuovo modello per la sanità piemontese per migliorare l’accesso alle cure e l’assistenza territoriale

assistenza domiciliare

Obiettivo: potenziamento dell’assistenza territoriale, di servizi come l’infermiere di comunità e la telemedicina, e con l’avvio di percorsi di cura individuali che rimettano al centro la persona.

«La Giunta regionale sta lavorando da tempo a un nuovo modello di presa in carico dei pazienti, in grado di tenere conto delle nuove esigenze di salute dei piemontesi e del progressivo invecchiamento della popolazione». A sottolinearlo è l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Antonio Saitta, a margine della relazione annuale del Difensore civico presentata ieri pomeriggio in Consiglio regionale. “In particolare, la Regione sta procedendo alla costruzione sul territorio della rete delle Case della Salute e all’applicazione del nuovo Piano della cronicità, la cui fase sperimentale è già stata avviata, che potranno contare sul piano della Sanità digitale sviluppato attraverso il Fascicolo sanitario elettronico. Nei prossimi mesi entrerà poi in funzione il nuovo Centro unico per le prenotazioni di visite ed esami e sarà concretamente applicato il piano per la riduzione delle liste d’attesa. Questi provvedimenti andranno ad affiancarsi al lavoro delle reti già esistenti in Piemonte, come la rete oncologica e la rete endocrino-diabetologica, ai Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, alla Farmacia dei servizi”. «L’obiettivo di tutto questo lavoro è rimodulare completamente l’offerta sanitaria con il potenziamento dell’assistenza territoriale, di servizi come l’infermiere di comunità e la telemedicina, e con l’avvio di percorsi di cura individuali che rimettano al centro la persona, destinando agli ospedali il compito di occuparsi delle urgenze e dell’alta specializzazione – aggiunge l’assessore Saitta -. Si tratta senza dubbio di una strada che richiede tempo ma a cui ora, dopo tanti anni, possiamo dedicare le risorse necessarie: crediamo sia fondamentale per migliorare l’accesso alle cure dei piemontesi, affrontare nel modo più appropriato possibile le criticità dei pronto soccorso ospedalieri e, in sostanza, garantire la sostenibilità per il futuro del nostro sistema sanitario».

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