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Vaccini, slitta l’obbligo: nessun bambino escluso da nidi e scuole materne

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Slitta all’anno scolastico 2019/2020 l’esclusione da nidi e materne dei bambini non in regola con le vaccinazioni.

Via libera ieri a due emendamenti all’articolo 6 del Decreto milleproroghe presentati da M5S e Lega in commissione Affari costituzionali del Senato, che fanno slittare all’anno scolastico 2019- 2020 il divieto di accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole per l’infanzia, dei bambini le cui famiglie non presentino la documentazione sull’avvenuta vaccinazione. Decade così quanto previsto dall’articolo 3 della legge Lorenzin (la 119/2017) che un anno fa ha ripristinato l’obbligo vaccinale per bambini e ragazzi da zero a sedici anni, e secondo cui la presentazione della documentazione sull’avvenuta vaccinazione “costituisce requisito d’accesso”. «Una decisione di buon senso per la quale esprimiamo grande soddisfazione» ha commentato il sottosegretario alla Salute, Maurizio Fugatti. «Con il maldestro tentativo della maggioranza di prorogare l’entrata in vigore dell’obbligatorietà dei vaccini getta la maschera rispetto al suo vero e unico obiettivo: aggirare il divieto». Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Elena Carnevali e Paolo Siani. «In questo modo – hanno aggiunto – la maggioranza non solo ci dà ragione perché ammette che l’improbabile circolare della ministra Grillo sulle autocertificazioni era illegittima, in quanto norma secondaria che non può modificare una norma legislativa. Soprattutto, Lega e M5s rivelano quale sia il vero obiettivo a cui, sotto i sofismi e i deboli distinguo, puntano davvero. E cioè demolire l’impianto della legge Lorenzin. Questo significa tornare indietro dalle coperture vaccinali proprio nel momento in cui si cominciano a raggiungere dei livelli di copertura ragionevoli. Così si fa un danno gravissimo ai bambini italiani».

 

 

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