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Legge di Bilancio, Magi (Sumai): I 50 milioni per le liste d’attesa siano vincolati alla pubblicazione di ore di specialistica ambulatoriale nelle branche più carenti

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«Altrimenti – spiega il segretario generale degli specialisti ambulatoriali interni – il problema dei tempi di attesa non si risolverà mai. Anzi. Inoltre, prima di assumere gli specializzandi, ci sono 6.500 specialisti in attesa nelle graduatorie per operare nel territorio e circa 20.000 giovani che aspettano di poter partecipare a qualche concorso per entrare in ospedale».

«Nella prima bozza della manovra 2019, che abbiamo avuto modo di vedere, di sanità c’è molto poco. Confermata per le liste d’attesa la spesa di 50 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2019-2021; sono poi menzionate, ma non definite, misure come: nuove assunzioni per medici specializzandi, rinnovo contrattuale 2019-2021 e rilancio degli investimenti anche per l’edilizia sanitaria. Sempre da quanto si apprende le altre misure per la sanità, non previste dalla legge di Bilancio, dovrebbero invece rientrare nel decreto semplificazione. Infine nessun accenno al numero chiuso in medicina». A dirlo è Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, commentando  la bozza di Legge di Bilancio 2019. «In merito al fondo stanziato dal Governo e destinato alle liste d’attesa – spiega il segretario del Sumai – il mio auspicio è che questa somma sia vincolata alla pubblicazione di ore di specialistica ambulatoriale convenzionata nelle branche maggiormente carenti e dove si registrano le liste di attesa più lunghe. Il pericolo altrimenti è che le Regioni utilizzino questi soldi, come hanno già fatto sinora, con provvedimenti spot che non risolvono strutturalmente il problema, anzi. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito alla desertificazione di ore si specialistica sul territorio che hanno ulteriormente aumentato i tempi d’attesa per i cittadini e questo nonostante le chiacchiere di qualche assessore alla sanità. Appare dunque chiaro che se eliminiamo l’offerta chiudendo tutti i presidi poliambulatoriali,  senza sostituire gli specialisti che vanno in pensione, si abbattono totalmente e definitivamente le liste di attesa. Come? Semplice: no specialisti no liste! Come Sumai Assoprof – conclude Magi – riteniamo necessario assumere, prima degli specializzandi, i 6.500 specialisti in attesa nelle graduatorie per operare nel territorio e i circa 20.000 che aspettano di poter partecipare a qualche concorso per entrare in ospedale».

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