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I tumori sono la causa principale dei decessi connessi al lavoro nell’Ue

parlamento europeo

Il 53% delle morti legate al lavoro è dovuto a tumori, il 28% a malattie cardiovascolari e il 6% a disturbi respiratori. Tra i settori particolarmente a rischio anche quello sanitario. In programma al Parlamento europeo dibattito e voto su norme più restrittive.

Nel 2017, durante la prima revisione della direttiva del 2004 per limitare le sostanze nocive nei luoghi di lavoro, gli eurodeputati hanno stabilito i limiti di esposizione per ulteriori 11 sostanze cancerogene. Durante le sedute del 10 e dell’11 dicembre dell’ultima plenaria del 2018, nel programma del Parlamento europeo sono previsti il dibattito e il voto su norme più restrittive. “L’obiettivo di tali regole – afferma il Parlamento europeo – è quello di eliminare e ridurre la presenza di sostanze cancerogene e mutagene nei luoghi di lavoro. Con le nuove norme si definiscono anche i valori limite per l’esposizione e i segni cutanei per ulteriori otto sostanze che aumentano il rischio di cancro, sia per via respiratoria che transcutanea. Fra queste sostanze sono presenti anche le emissioni diesel e l’olio motore esausto. Gli eurodeputati sono già al lavoro per una terza revisione con cui si possano stabilire i limiti di esposizione per altre cinque sostanze cancerogene, così da migliorare ulteriormente le condizioni di lavoro e fornire maggiore protezione alla salute dei lavoratori”. I tumori sono la prima causa di morte connessa al lavoro nell’Unione europea. “Il 53% delle morti legate al lavoro – evidenzia il Parlamento – è dovuto a tumori, il 28% a malattie cardiovascolari e il 6% a disturbi respiratori. I tumori più comuni sono il tumore al polmone, il mesotelioma -un tipo di tumore raro che colpisce i polmoni, l’addome o il cuore ed è causato dall’esposizione all’amianto- e il cancro alla vescica”. L’impatto dell’esposizione a sostanze durante il lavoro ha un’ampiezza tale che una morte per tumore al polmone su dieci nel mondo è causata dalle condizioni di lavoro, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. “A causa del contatto con sostanze cancerogene, i lavoratori di alcuni settori – afferma il Parlamento europeo – sono particolarmente a rischio. Fra i più colpiti troviamo il settore delle costruzioni, l’industria chimica, l’industria automobilistica e quella manifatturiera, l’industria tessile e quella della trasformazione alimentare, il settore del legno e il settore sanitario”.

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