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Individuazione di malattie professionali, l’efficacia dei sistemi di allarme e sentinella

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Una nuova relazione illustra in dettaglio le conclusioni di un progetto di ampio respiro grazie al quale l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) ha riunito esperti e responsabili politici di tutta Europa per esaminare e discutere vari approcci ai sistemi di allarme e sentinella mirati all’individuazione precoce di nuovi rischi e di malattie professionali.

La relazione “Alert and sentinel approaches for the identification of work-related diseases in the Eu” (Approcci allarme e sentinella per l’individuazione delle malattie correlate al lavoro nell’Ue) illustra il funzionamento di questi sistemi per l’individuazione di problemi sanitari emergenti sul luogo di lavoro, l’avvio di interventi rapidi e la prevenzione in materia di salute, oltre che per il sostegno all’elaborazione di politiche basate su dati oggettivi. “Il progetto – afferma l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro – conferma l’utilità dei sistemi di allarme e sentinella come complemento agli strumenti già utilizzati per monitorare le malattie professionali note in quanto sono di ausilio nel rilevarne di nuove. Tra gli esempi figurano la bronchiolite obliterante (nota anche come «malattia da popcorn»), una malattia polmonare grave che affligge gli operai, e i problemi cardiaci derivanti dall’esposizione al monossido di carbonio presso un impianto di trasformazione del caffè. Il progetto fornisce inoltre ai responsabili politici e a chi opera nel quadro della salute e sicurezza sul lavoro indicazioni mirate all’attuazione dei sistemi di allarme e sentinella. È stato concepito – evidenzia l’Agenzia – per incoraggiare lo scambio di informazioni e promuovere la diffusione di esperienze ben riuscite”. Christa Sedlatschek, direttrice dell’Eu-Osha, pone l’accento sui potenziali benefici di questi sistemi: «Malattie e infortuni correlati al lavoro costano all’Unione europea il 3,3 % del Pil (ILO, 2017). Cifre alla mano, sono 476 miliardi di euro l’anno che potrebbero essere risparmiati facendo ricorso a pratiche, politiche e sistemi adeguati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il nostro augurio è che questo progetto dell’Eu-Osha sia d’ispirazione per l’attuazione di sistemi di allarme e sentinella nei paesi che ne sono ancora privi». “La relazione – spiega l’Agenzia europea – ha individuato 75 sistemi di sorveglianza impiegati in 26 paesi. Un’analisi approfondita condotta su 12 tra questi sistemi illustra i diversi approcci adottabili, mettendone in luce i punti di forza e la versatilità. La relazione descrive gli aspetti pratici dell’attuazione dei sistemi, i legami con la prevenzione e l’elaborazione di politiche e illustra inoltre come integrare una funzionalità di allarme e sentinella in un sistema di monitoraggio esistente. A titolo di esempio – prosegue l’Agenzia – Signaal, un sistema sentinella sviluppato da esperti belgi e olandesi, poggia su un servizio di segnalazione online per raccogliere in modo pratico, rapido e semplice eventuali sospetti su nuove relazioni tra problemi di salute e attività professionale. Il registro norvegese delle malattie professionali (RAS), un registro nazionale gestito dall’autorità norvegese per l’ispezione del lavoro, attua un quadro mirato a eventi sentinella nel campo della salute con una soglia di segnalazione bassa al fine di semplificare al massimo la segnalazione di casi sospetti correlati al lavoro”. L’Eu-Osha conclude evidenziando le principali conclusioni rilevanti anche per quanto riguarda i seguenti aspetti:

“-Non esiste un sistema di sorveglianza ideale. Vengono descritti svariati sistemi, ognuno dei quali presenta punti di forza e svantaggi. Le parti interessate dovrebbero considerare il contesto in cui opererà il sistema, trarre insegnamento dagli esempi di buone pratiche e puntare all’attuazione di approcci che siano complementari a quelli già esistenti.
-Sono state identificate lacune nel monitoraggio. Gruppi specifici di malattie professionali, in particolare quelle multifattoriali e a lunga latenza tra cui le malattie mentali, i disturbi muscolo-scheletrici e alcuni tipi di cancro, o i potenziali effetti sulla salute prodotti dalle tecnologie nuove ed emergenti, per esempio le nanotecnologie o la robotica avanzata, non sono attualmente ben monitorati. Inoltre, in genere al centro dell’attenzione vi sono settori tradizionali quali l’agricoltura e l’edilizia, mentre dovrebbero essere abbracciati anche settori trascurati come quello alberghiero e della ristorazione e settori in espansione, per esempio le comunicazioni e i servizi informatici.
-Tra i fattori significativi per lo sviluppo di questi sistemi si annovera la condivisione delle esperienze positive sul contributo che apportano all’individuazione e alla prevenzione di nuove malattie professionali. Quest’aspetto è fondamentale sia per motivare i soggetti interessati a segnalare i casi sia per ottenere sostegno politico e finanziario. Rafforzare la collaborazione con gli organismi nazionali responsabili della salute e sicurezza sul lavoro, così come con le istituzioni sanitarie pubbliche, è un altro elemento chiave per trasformare in politiche concrete le conclusioni fornite da questi sistemi. La cooperazione internazionale e la condivisione di dati tra Stati membri è importante per migliorare la sorveglianza con i sistemi di allarme e sentinella nell’Ue”.

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