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Hiv, Ecdc: 25.353 persone hanno ricevuto una diagnosi nel 2017

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Pubblicato il Rapporto epidemiologico 2017 su Infezioni Hiv e Aids.

Nel 2017, 25.353 persone hanno ricevuto una diagnosi di Hiv in 30 dei 31 paesi dell’Ue/See (tutti tranne la Germania, che non ha riportato i dati del 2017), un tasso aggiustato di 6,2 casi ogni 100.000 abitanti. Diversi paesi erano ben al di sopra della media. La maggior parte delle persone con diagnosi di Hiv nel 2017 erano uomini (75%) e la percentuale più alta di tutte le nuove diagnosi (38%) era attribuita al sesso tra uomini. Il contatto eterosessuale rappresentava il 33% dei casi e l’uso di droghe per via endovenosa del 4%. Sono questi gli ultimi datti diffusi dall’Ecdc contenuti nel Rapporto epidemiologico 2017 su Infezioni Hiv e Aids. Secondo il Rapporto i paesi con i più alti tassi di nuove diagnosi di Hiv nel 2017 sono stati Lettonia (18,8) ed Estonia (16,6) mentre i tassi più bassi sono stati segnalati dalla Slovacchia (1,3) e dalla Slovenia. Il tasso di nuove diagnosi di Hiv era più alto tra gli uomini (9,0 per 100.000 abitanti) rispetto alle donne (2,8 su 100.000
popolazione), con un rapporto uomo-donna di 3,1: 1. Per quanto riguarda le diagnosi di Aids, nel 2017, ne sono state segnalate 3.130  in 28 paesi dell’Ue/See, con un tasso grezzo di 0,7 casi per 100.000 abitanti. Il tasso più alto è stato segnalato dalla Lettonia (6,0; 118 casi). Complessivamente, l’89% delle diagnosi di Aids sono stati fatte entro 90 giorni dalla diagnosi di Hiv, indicando che la maggior parte dei casi di Aids nell’Ue/See sono dovuti alla diagnosi tardiva dell’infezione da Hiv. Il tasso di casi segnalati di Aids si è dimezzato nell’ultimo decennio da un tasso di 1.6 diagnosi di Aids per 100.000 abitanti nel 2008. Nell’Ue/See, le più comuni malattie indicative dell’Aids diagnosticate nel 2017 sono state la polmonite da Pneumocystis (21%), tubercolosi polmonare e / o extra-polmonare (14%), sindrome da deperimento dovuta all’HIV (11%) e candidosi esofagea (10%). “I tassi di Aids – afferma l’Ecdc sono diminuiti sostanzialmente nell’ultimo decennio, riflettendo un maggiore accesso al trattamento e una migliore gestione dei casi e progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo 3 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per porre fine all’epidemia di Aids e ridurre i decessi correlati all’Aids”. Nonostante le prove di progressi nel ridurre il numero di nuove diagnosi di Hiv nell’Ue nel complesso, sottolinea l’Ecdc la diagnosi tardiva dell’Hiv rimane comune.

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