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Progetto e-Health, l’Istituto Tumori di Milano diventa digitale e smart

agenda digitale

L’obiettivo è il modello di ospedale “paperless” e, ad oggi, oltre il 65% del progetto è stato realizzato: la cartella clinica elettronica di ultima generazione di Int è già una realtà grazie alla digitalizzazione dei reparti di diagnosi e di cura.

Digitalizzazione, innovazione dei processi, evoluzione del sistema informatico sanitario. Sono le parole chiave del progetto e-Health di Digital e Smart Hospital dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano i cui risultati triennali sono stati presentati oggi insieme a Regione Lombardia in un incontro dedicato al tema dell’innovazione digitale in Sanità. “Il progetto, nato nel 2015 su spinta della Direzione Generale dell’Istituto, punta a un nuovo sistema di governance trasparente e integrata dei processi in ambito sanitario, amministrativo e di ricerca e prevede – spiega l’Int – la completa digitalizzazione dei reparti di diagnosi e cura: il primo risultato, e il più tangibile, è la Cartella Clinica Elettronica di ultima generazione, resa completamente interoperabile e integrata sia con il Fascicolo Sanitario Elettronico, sia con i percorsi di gestione e presa in carico del paziente e con le reti di ricerca epidemiologica e traslazionale. Ciò significa consentire una reale condivisione dei dati clinici e di ricerca tra tutti gli attori del sistema sanitario, con accesso a tutte le informazioni relative alla storia clinica del paziente, ai percorsi di cura, presa in carico e di continuità assistenziale, con una diretta partecipazione del paziente stesso che diventa il vero e proprio centro dell’intero ecosistema delle reti sanitarie”. «Obiettivo del progetto è la completa dematerializzazione dei processi aziendali di carattere sanitario, amministrativo e di ricerca – interviene Stefano Manfredi, Direttore generale Int. «L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si trova già ad un elevato grado di maturità digitale che ci consentirà nei prossimi anni di avvicinarci sempre di più al modello di ospedale ‘paperless’. Non siamo lontani perché ad oggi oltre il 65% del piano è già stato realizzato». La realizzazione del progetto e-Health ha coinvolto non solo tecnici e informatici, ma anche la comunità medica e scientifica dell’Istituto in un percorso di cambiamento che li ha visti impegnati su 5 macro aree: Accesso, accoglienza e continuità assistenziale; Percorso clinico; Ricerca clinico-scientifica e di supporto alla didattica; Percorso amministrativo; Governance strategica e tecnologica. «Sono particolarmente lieto che oggi l’Istituto possa presentare questo progetto che ha avuto inizio 3 anni fa» commenta Marco Luigi Votta, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Un progetto che è stato accolto e sostenuto nel tempo da tutti i direttori che si sono succeduti alla guida del nostro Istituto, e che non sarebbe stato possibile senza la lungimiranza di chi, in questi anni, vi ha sempre creduto, investendo importanti risorse economiche, nonché le migliori competenze presenti in Int. Il futuro della nostra salute è digitale e non sarà solo l’utente a doversi adattare alla tecnologia, ma, al contrario, sarà la tecnologia che si dovrà adeguare sempre più all’utente. Solo attraverso la Smart Health potremo offrire una reale continuità delle cure e dell’assistenza, creando un contesto di integrazione tra Ospedale e Territorio, uno degli obiettivi della recente riforma sanitaria lombarda». “La particolarità dell’e-Health di Int è l’architettura digitale del progetto. Ogni area infatti a sua volta  – spiega l’Istituto – si compone di una serie di sotto-progetti relativi a tematiche specifiche. L’area di “Accesso, accoglienza e continuità assistenziale” ha il suo fulcro nel nuovo Portale Int e nella myPage – la pagina personale di ciascun paziente – accessibile dal sito istituzionale dell’Istituto, pensato non solo come un portale di informazione, ma come uno strumento interattivo e gestibile direttamente dal paziente in qualunque posto si trovi e con qualsiasi device. L’obiettivo è far sì che nella pagina personale sia possibile reperire informazioni sul proprio processo diagnostico-terapeutico, sulle cure standardizzate per specifiche patologie, sul calendario dei controlli preventivi, quando possibile, e sul calendario di incontri o eventi promossi da Int all’interno della struttura ospedaliera. Grande attenzione è stata posta sugli aspetti relativi a sicurezza e protezione della privacy: tutti i dati, infatti, vengono resi anonimi e il sistema è testato per effettuare regolarmente i controlli a tutela dei dati personali e per la protezione dalle cyber-aggressioni. È invece nell’area “Percorso clinico” del sito che è possibile accedere alla cartella clinica elettronica. La dematerializzazione della documentazione sanitaria è già conclusa: nell’arco del biennio 2017-2018 sono state infatti digitalizzate tutte le informazioni relative ai percorsi di diagnosi e di cura dei pazienti. Inoltre, è stata già implementata anche la dematerializzazione del consenso informato al paziente tramite firma grafometrica. I vantaggi sono significativi: una condivisione “on time” tra specialisti delle informazioni mediche relative al paziente, maggiore appropriatezza, sicurezza e compliance nella gestione di processi clinici e amministrativi, in tutte le fasi del percorso oncologico”. «Oggi rispetto al passato ci sono maggiori opportunità di avere a disposizione dati da fonti diverse e che riguardano aspetti differenti del paziente» sottolinea Giovanni Apolone, Direttore Scientifico Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Questo fa sì che diventi sempre più facile rispondere a quesiti medici anche importanti. A tal fine però si impongono dei cambiamenti. Con l’e-Health è necessaria infatti la realizzazione di un sistema di sanità internazionale in rete, che diventi uno strumento abituale per una collaborazione multidisciplinare». Relativamente all’area di “Ricerca clinico-scientifica”, è in partenza un progetto finanziato dalla Direzione Scientifica dell’Istituto per favorire la centralità del paziente nel percorso di cura attraverso le valutazioni riportate direttamente dal paziente stesso, al fine di misurare parametri quali la qualità di vita durante le terapie, il grado di soddisfazione rispetto alle cure ricevute, alla qualità dell’assistenza e altro ancora. Il progetto è stato battezzato “La parola al Paziente”.  «Trial internazionali dimostrano che un uso regolare dei questionari di autovalutazione hanno un buon impatto sulla salute fisica e psichica del paziente» spiega Cinzia Brunelli, ricercatore dell’Unità di cure palliative, terapia del dolore e riabilitazione INT. «Ora è necessario un salto di qualità attraverso l’utilizzo nella pratica clinica quotidiana di strumenti di rilevazione integrabili con la cartella clinica elettronica. È un progetto innovativo quindi saremo particolarmente attenti allo studio ed al superamento di potenziali difficoltà di applicazione per fasce particolari di pazienti come gli anziani, o di altre problematiche tecnico-organizzative. Ma l’esperienza ci insegna che con il coinvolgimento di tutti i potenziali interessati – pazienti, medici, infermieri, tecnici ed anche amministratori – il superamento di tali barriere è possibile. Per questo il progetto prevede focus groups con medici e pazienti e gruppi di lavoro allargati, per confrontarsi su bisogni e sulle opportunità offerte dalla tecnologia».

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