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Ssn: costante riduzione del personale in servizio. Dal 2009 persi 46.500 addetti

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Il Servizio Sanitario Nazionale ha registrato, a partire dal 2009, una costante riduzione del personale in servizio. Il personale medico e il personale non dirigente replicano tale andamento. La diminuzione del costo del personale del Ssn, in atto dal 2010, è anche dovuta ai piani di rientro cui sono sottoposte alcune Regioni. I dati del Conto annuale 2017 della Ragioneria dello Stato.

Il comparto della Sanità ha subito una costante riduzione del personale in servizio perdendo oltre 46.500 addetti dal 2009 (è secondo dopo quello delle Regioni e autonomie locali); passando da 682.203 unità nel 2007 alle 647.048 del 2017, con un decremento del 5,2 per cento circa. Il dato arriva dal Conto annuale 2017 pubblicato dalla Ragioneria dello Stato che precisa “Ciononostante, date le dimensioni del comparto, in termini percentuali, la contrazione del 6,2% non è fra le più significative. Al riguardo, va aggiunto che il tasso di riduzione del personale di questo comparto si è fortemente ridotto negli ultimi anni. Fattore rilevante, è rappresentato dalla sottoposizione o meno delle Regioni alla disciplina del piano di rientro della spesa sanitaria”. “Il personale medico e il personale non dirigente  – evidenzia la Rgs – replicano tale andamento. I medici registrano una diminuzione di 5.876 unità (-5 per cento) mentre il personale non dirigente cala dalle 543.207 unità del 2007 alle 517.134 nel 2017, con una diminuzione del 4,8 per cento (26.073 unità in meno). I dirigenti non medici e la macrocategoria “altro personale” (direttori generali e personale contrattista) invece registrano decrementi maggiori. I primi riportano una diminuzione di 2.629 unità (-12,7 per cento), mentre l’altro personale passa dalle 1.587 unità del 2007 alle 1.010 nel 2017 (-36,4 per cento). Tale dinamica è il risultato delle misure di contenimento della spesa di personale”. Al riguardo la Ragioneria afferma che “gli enti del Ssn, a differenza di altri settori del pubblico impiego, non sono sottoposti ad un limite assunzionale da turn over ma ad un vincolo di spesa. L’articolo 2, comma 71, della legge 191/2009, confermando l’articolo 1, comma 565 della legge 296/2006, prevede che gli enti del Servizio sanitario nazionale concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica adottando misure necessarie a garantire che le spese del personale, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’imposta regionale sulle attività produttive, non superino il corrispondente ammontare dell’anno 2004 diminuito dell’1,4 per cento. Inoltre, il comma 3-bis dell’articolo 17, del decreto legge n. 98/2011 e s.m.i., ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2015, la regione è giudicata adempiente ove sia accertato l’effettivo conseguimento del predetto obiettivo di spesa o, in caso contrario, per gli anni dal 2013 al 2019, la regione è adempiente ove abbia raggiunto l’equilibrio economico e abbia attuato, negli anni dal 2015 al 2019, un percorso di graduale riduzione della spesa di personale ovvero una variazione dello 0,1 per cento fino al totale conseguimento nell’anno 2020 degli obiettivi previsti all’articolo 2, commi 71 e 72, della citata legge n. 191/2009. Ulteriori e più stringenti vincoli in materia, sono declinati negli specifici programmi delle Regioni sottoposte ai Piani di rientro dal deficit sanitario. Il grafico n. 6 mostra la variazione percentuale della distribuzione geografica del personale del Ssn tra gli anni 2007 e 2017. Si nota che le regioni più penalizzate sono il Lazio, la Campania ed il Molise dove, rispettivamente, si ha un calo del personale pari al 20%, 22,4% e 26,30%. Di contro, regioni quali la Valle d’Aosta, la Sardegna e la Basilicata hanno fatto registrare un deciso incremento del personale pari rispettivamente al 10,2%, 5,2% e 4,7%. Infine, regioni del centro nord quali ad esempio l’Emilia Romagna, la Lombardia ed il Piemonte registrano un andamento dell’occupazione in leggero calo. Il grafico n. 7 mostra altresì la variazione del personale in servizio in termini assoluti nel periodo considerato. La riduzione di personale, di tutte le categorie, è particolarmente significativa soprattutto nelle regioni che, come già indicato, attuano o hanno attuato percorsi di risanamento della spesa sanitaria. Pertanto, il dato medio complessivo di riduzione del personale dell’intero comparto sconta al suo interno una significativa varianza tra le regioni soggette a piani di rientro e regioni, invece, in equilibrio finanziario”. Relativamente alla retribuzione media, il Conto annuale sottolinea come questa abbia “registrato un andamento pressoché costante a causa del blocco della contrattazione collettiva nazionale nel periodo 2010-2015 che ha lasciato invariate le retribuzioni del personale dipendente. Le variazioni registrate nella retribuzione media dopo il 2010, sono pertanto da imputarsi alla diversa composizione del personale a seguito delle cessazioni dal servizio, solo in parte ricoperte da nuove assunzioni, per effetto delle limitazioni imposte al turn over. Risultati analoghi si raggiungono analizzando i rapporti tra le retribuzioni in godimento nelle varie macrocategorie di personale, che appaiono costanti lungo tutto l’arco temporale considerato.

Grafico n. 1 – Andamento dell’occupazione nel periodo 2007/2017

Grafico n. 9 – Rapporto assunti/cessati dal 2007 al 2017.

Grafici in cui viene infine illustrata, relativamente al 2017, la composizione per macrocategoria della retribuzione media nelle seguenti voci: stipendio, indennità, altre voci accessorie e compenso per lavoro straordinario.

 

 

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