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‘Apolide’, Anelli (Fnomceo): «Il diritto alla salute è diritto di umanità, non di cittadinanza»

apolide

La proiezione del corto oggi in prima nazionale a Roma aprirà gli Stati Generali della Professione medica.

“Dottore, morirò?” chiede il migrante Dabo, sbarcato in Italia per un caso (la sua meta era la Francia), scampato alle onde, al buio, alla paura, alle violenze e subito ricoverato al reparto di oncologia clinica polmonare del Policlinico Giovanni Paolo II di Bari per iniziare una nuova battaglia, quella contro il cancro. “No. Ma chi t’ammazza, a te? – lo rincuora Mimmo, alias Domenico Galetta, l’oncologo che lo ha in cura -. Hai attraversato un mare in tempesta e ti fai ammazzare da un cancro? No”. È questa una delle scene più toccanti del corto ‘Apolide’, che, scelto dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, per aprire gli Stati Generali della Professione, sarà presentato in prima nazionale oggi alle 14,30 a Roma (Hotel Giustiniano, Via Virgilio 1). Ospiti d’eccezione Dabo, il dottor Galetta, il regista Alessandro Zizzo. «Apolide racconta una storia straordinaria, la storia di un medico e di un paziente che provengono da mondi lontani, i quali si incrociano, si intersecano, si compenetrano sino a diventare una cosa sola, come sempre avviene in ogni relazione di cura – spiega il presidente Anelli -. È la storia dell’amicizia tra Mimmo e Dabo, il medico oncologo pugliese e il suo giovane paziente arrivato dalla Guinea a bordo di un gommone, che si trova ad affrontare prima la traversata verso l’Europa e poi la lotta contro il cancro. Oggi Dabo, che ha potuto essere curato a carico del nostro Servizio Sanitario Nazionale, è mediatore culturale in Sicilia e sogna di tornare in Guinea». «Questa storia è tanto più straordinaria perché rappresenta l’incarnazione dei valori del nostro Codice di Deontologia, che impone al medico di accogliere e curare chiunque chieda il suo aiuto, senza distinzioni di sesso, razza, provenienza, cultura, religione – conclude Anelli – Esprime anche i fondamenti del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che è nato con l’intento di erogare a tutti le stesse cure, secondo i principi di solidarietà, equità e universalità. Esprime, infine, i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, su cui costruire il nostro vivere comune, al di là di ogni individuale differenza. In particolare, il diritto alla salute, che è diritto di umanità, e va garantito a tutte le persone anche se ‘apolidi’, prive di cittadinanza ma cittadine del mondo».

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