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Volontariato, Lombardia: 3,5 milioni a sostegno organizzazioni e associazioni del terzo settore

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L’ assessore alle Politiche sociali Bolognini: «Con questo bando confermiamo la volontà di sostenere tutte le iniziative degli Enti del Terzo settore che svolgono un’azione insostituibile di sussidiarietà rispetto agli attori istituzionali in senso stretto».

Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale hanno tempo fino al prossimo 1° luglio per presentare progetti per lo svolgimento di attività di interesse generale (come previsto dal Codice del Terzo settore). Per finanziarli la Giunta regionale della Lombardia ha stanziato 3,5 milioni di euro. «Con questo bando – ha spiegato Stefano Bolognini, assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità della Regione Lombardia – frutto dell’Accordo di programma sottoscritto a dicembre 2018 con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, confermiamo la volontà di sostenere tutte le iniziative degli Enti del Terzo settore che svolgono un’azione insostituibile di sussidiarietà rispetto agli attori istituzionali in senso stretto. Un lavoro di valorizzazione delle singole esperienze nei più svariati campi, che opera con capillarità e ad agisce con efficacia per soddisfare i singoli bisogni. Un valore sociale forte e positivo che Regione Lombardia da sempre preserva e che oggi sostiene con particolare attenzione». “I soggetti capofila e i partner destinatari del contributo – fa sapere la Regine –  devono essere iscritti al Registro regionale dell’associazionismo e del volontariato nelle sezioni organizzazioni di volontariato e/o associazione di promozione sociale, sezione regionale o provinciale. Al fine di promuovere l’inclusione sociale, la partecipazione alle reti è consentita ai soggetti associati non direttamente beneficiari del contributo, come organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, associazioni senza scopo di lucro, associazioni di solidarietà familiari, cooperative sociali e consorzi di Cooperative sociali, imprese sociali, associazioni di mutuo soccorso, enti filantropici, associazioni Dilettantistiche sportive, fondazioni, organizzazioni iscritte all’Albo nazionale delle Ong, enti ecclesiastici e religiosi, enti pubblici. I progetti finanziabili si dividono in regionali, territoriali (su almeno due ambiti) e locali. Devono essere presentati rispettivamente da almeno 10 enti partner effettivi (regionali), 4 enti partner effettivi (territoriali) e 2 enti partner effettivi (locali). In tutte e tre le tipologie il contributo è pari al 70% del costo del progetto riconoscibile e il cofinanziamento pari ad almeno il restante 30% del costo. I progetti regionali (ogni rete può partecipare a un massimo di 3 progetti) hanno come obiettivo quello di sviluppare la capacity building dei singoli attori: strutturazione gestionale e organizzativa, competenze imprenditoriali, leadership e ricambio generazionale. Il contributo massimo riconoscibile a progetto è fissato in 150.000 euro e non inferiore a 80.000 euro. I progetti territoriali hanno una vocazione più diretta alla risposta dei bisogni della popolazione residente. Il contributo massimo riconoscibile a progetto è fissato in 80.000 euro e non inferiore a 20.000 euro. I progetti locali hanno obiettivi più centrati sulle singole realtà associative o sulle esigenze della realtà locale (comunale e/o di quartiere). Il contributo massimo riconoscibile a progetto è fissato in 20.000 euro e non inferiore a 15.000 euro”. «Stiamo seguendo con attenzione – ha concluso l’assessore – le associazioni impegnate nella realizzazione dei 76 progetti avviati con la scorsa edizione del bando.  Sono stati coinvolti 436 partner delle reti ai quali si sono affiancate 277 associazioni per un totale di 713 enti. Questo ha permesso di valutare la capacità nel costruire delle reti attorno a bisogni concreti. Abbiamo constatato come il sostegno ai progetti coinvolga le giovani generazioni nell’attività di volontariato e nella vita associativa innescando una sana tendenza a farsi carico di bisogni inediti, che hanno necessità di risposte flessibili, incentrate sulla relazione diretta tra le persone».

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