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Violenza di genere, la proposta dell’Omceo Roma: Un Osservatorio per fornire linee guida su segnali di allerta

omceo roma

La proposta presentata ieri in audizione alla Commissione Giustizia del Senato. A illustrarla la Consigliera Cristina Patrizi, delegata dal Presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, Antonio Magi.

Un Osservatorio che porti alla creazione di “linee guida congiunte che identifichino i segnali di allerta precoce nei casi di violenza”: è la proposta dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (Omceo) presentata ieri in audizione informale presso la Commissione Giustizia del Senato, nell’ambito dell’esame dei disegni di legge nn. 1200, 174, 229, 295, 335, 548 e 662 (Tutela vittime violenza di genere). A esporla ai senatori è stata la consigliera dell’Ordine capitolino, Cristina Patrizi. «Da parte del legislatore è stata dimostrata sensibilità su un tema odioso quale la violenza sulle donne e sui minori», ha commentato Patrizi al termine della sua audizione. «Il contributo dell’Ordine di Roma ha voluto porre l’accento sull’importanza della formazione all’interno del perimetro tracciato dai disegni di legge che sono all’esame. In particolare la legge 1200 riguarda anche i percorsi formativi degli educatori e del personale e per questo ne abbiamo chiesto un’estensione con la proposta di costituire un Osservatorio da cui scaturiscano linee guida e strumenti che permettano anche ai medici-di intercettare un possibile abuso e ogni segnale di allerta», ha spiegato la consigliera delegata a presentare la proposta. Il medico, infatti, si trova nella ‘front line’ e per questo deve avere gli strumenti per individuare precocemente i segnali di allarme così da aiutare a prevenire drammi. Secondo l’Ordine della Capitale, c’è inoltre “la necessità di favorire le persone vittime di violenza, sia con procedibilità di ufficio, prolungando il termine per la querela, sia con il provvedimento che istituisce il fondo di solidarietà per le vittime e i superstiti”, «che spesso – ha sottolineato Patrizi – rimangono affidati a cure di nonni, parenti o altre figure senza però alcun sostegno. Anche questo è un tema drammatico». «Il nostro Ordine professionale, come Ente sussidiario dello Stato, deve essere anch’esso vigile su questi delicati aspetti sociali e garantire ai nostri iscritti la migliore e la più tempestiva formazione per cogliere sintomi preoccupanti», ha aggiunto da parte sua il presidente dell’Omceo di Roma, Antonio Magi. «Al contempo contribuire, nell’ambito delle sue competenze, a sensibilizzare il legislatore e portare, come in questo caso, proposte concrete».

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