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La FnoTsrm Pstrp al Governo Conte: Bene rivolgere l’attenzione a medici e infermieri ma non dimentichiamo le altre professioni sanitarie

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La Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm Pstrp), fa un plauso al Governo del Presidente Conte per la manifesta volontà di sostenere e rilanciare il Ssn e si augura che al più presto le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri diventino realtà.

Soddisfazione e speranza per il discorso alla Camera dei Deputati del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. È quanto afferma Alessandro Beux -Presidente della Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm Pstrp). «Nel discorso alla Camera dei Deputati del 9 settembre il Primo Ministro, Giuseppe Conte, ha e testimoniato -spiega Alessandro Beux- la volontà del Governo di intervenire a sostegno e rilancio del Sistema sanitario nazionale. Registriamo dunque con piacere e grande aspettativa gli interventi che lo consentiranno soprattutto per quel che riguarda l’annuncio del piano straordinario di assunzione di medici e infermieri. È innegabile che per sostenere e rilanciare la sanità del nostro Paese, sia in termini di sicurezza che di efficacia, è indispensabile assumere medici e infermieri; ma lo è altrettanto che il sistema socio-sanitario è più ampio e complesso di quello rappresentabile attraverso i soli medici e infermieri – commenta Beux. Le professioni sanitarie sono 27 e chi ha intenzione di sostenere e rilanciare uno sviluppo armonioso del sistema sanitario deve pensare a ognuna di loro, comprese quelle praticamente assenti nel pubblico perché quasi esclusivamente attive nel privato o in libera professione ma non per questo esenti dal dover essere sostenute. Pertanto -spiega Beux- ci compiacciamo che ci sia la volontà di assumere medici e infermieri (ce n’è un gran bisogno!), ma non corriamo il rischio di farcela bastare. Perché:

⁃ chi ha bisogno di prevenzione (vaccinazioni, sicurezza alimentare e dei luoghi di lavoro, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;

⁃ chi ha bisogno di diagnostica strumentale (radiologica e di laboratorio, valutazioni ortottiche e audiometriche, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;

⁃ chi ha bisogno di protesica (acustica, ortopedica, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;

⁃ chi ha bisogno di riabilitazione (fisica e psichica) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri.

Detto ciò -conclude Beux- chiediamo al nuovo Ministro della Salute di intraprendere rapidamente il confronto con le professioni sanitarie affinché, insieme, si possa tradurre i buoni propositi di tutti in un’efficace cooperazione interprofessionale a tutto vantaggio delle persone assistite».

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