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Superbugs, l’appello degli infettivologi italiani: urgente fare educazione sanitaria nelle scuole e promuovere ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici

antibiotico resistenza

L’Italia detiene il triste primato europeo con più di 10.000 decessi l’anno correlati ad infezioni da batteri resistenti. Dal 10° Congresso Nazionale della Sita, Società Italiana di Terapia Antinfettiva, in corso a Napoli, arriva un accorato appello: “Facciamo educazione civica sanitaria nelle scuole per insegnare le buone regole dell’igiene e i governi trovino soluzioni per premiare le aziende che promuovono ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici”.

Il Congresso nazionale della Sita, la Società Italiana di Terapia Antinfettiva, che per la 10a edizione riunisce i maggiori infettivologi italiani nella città di Napoli, ha aperto ieri i lavori, che proseguiranno per tutta la giornata odierna, puntando i riflettori sulle principali malattie infettive e in particolare sulla necessità di incentivare la ricerca e lo sviluppo di antibiotici innovativi e portare nelle scuole strategie educative di buona prassi igienica. «Tutti noi infettivologi lanciamo un appello accorato: adesso che l’educazione civica entra di nuovo nelle scuole, va usata anche per la salute – dichiara Matteo Bassetti, Direttore Clinica di Malattie Infettive dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine e nuovo Presidente della Sita – è necessario tornare ad insegnare le buone regole dell’igiene, che sono il primo baluardo per arginare la diffusione di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, e del buon uso degli antibiotici. Il secondo appello è rivolto ai governi e alle Istituzioni perché trovino soluzioni per premiare le aziende farmaceutiche che investono in ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici. Oggi assistiamo alla ‘globalizzazione’ dei batteri resistenti: questi microrganismi si spostano con le persone colonizzate e con i pazienti. Abbiamo estremo bisogno di antibiotici innovativi». «Nel tentativo di ridurre l’uso inappropriato di antibiotici, la regione Campania è stata la prima a recepire il Piano nazionale di lotta all’antibiotico-resistenza e da due anni abbiamo i Protocolli regionali per affrontare le patologie infettive più comuni – afferma Carlo Tascini, Direttore Prima Divisione di Malattie infettive Ospedale Cotugno di Napoli e Presidente del Congresso – abbiamo fatto un ulteriore sforzo, quello di misurare l’epidemiologia dell’antibiotico-resistenza con il progetto regionale Sirerar. La situazione è preoccupante anche in Campania, sono in aumento i casi di endocardite negli anziani che devono essere sottoposti a sostituzione valvolare e i device sempre più spesso si infettano».  Al centro anche il caso della Toscana “dove si è registrato in poco meno di un anno – afferma la Sita – un outbreak da New Delhi Metallo beta-lactamase (Ndm), che ha i connotati di una vera e propria epidemia da infezione microbica resistente agli antibiotici, con ben 36 decessi e 90 pazienti colpiti. Non è la prima volta che il nuovo ceppo di batteri intestinali (Escherichia Coli e Klebsiella) è isolato in Italia ma è la prima volta che si sono verificati tanti casi in così poco tempo. Ceppi mutati di E. Coli o di Klebsiella esprimono un meccanismo di resistenza chiamato appunto New Delhi Metallo beta-lactamase (Ndm), descritto per la prima volta a Nuova Delhi ormai 10 anni fa. Dall’India si è poi diffuso prima nel Regno Unito e adesso da alcuni anni è descritto come ubiquitario. Questo enzima inattiva gli antibiotici e anche i nuovi, commercializzati negli ultimi anni, non funzionano. Fortunatamente dalla ricerca – evidenzia la Sita – arrivano buone notizie. La pipeline da qui ai prossimi cinque anni, commentano gli infettivologi, è interessante: tanti nuovi inibitori delle carbapenemasi e nuovi antibiotici in grado di contrastare le Ndm e altri meccanismi simili. Restano stringenti – conclude la Sita – le misure da attuare nei nosocomi e nelle case di cura. Ma quel che serve adesso è insegnare alla popolazione la buona prassi dell’igiene, a cominciare dalle scuole primarie con l’educazione civica in ambito sanitario”.

Nominato il nuovo Presidente Sita   

All’unanimità ieri il Consiglio direttivo di Sita ha nominato Matteo Bassetti nuovo Presidente della Società scientifica. Bassetti succede a Claudio Viscoli, che lascia per sua scelta la carica ma diventa Presidente onorario. «Non posso che ringraziare con affetto e doveroso riconoscimento il professor Viscoli – sottolinea Matteo Bassetti – che ha fatto cose straordinarie: se Sita esiste e oggi conta più di 600 soci in tutta Italia, il merito è suo. Continuerò nel solco da lui tracciato. Un pezzo di strada importante è stato fatto; cercherò di mantenere forte e vitale SITA, dando una maggiore vocazione internazionale con collegamenti alla Società europea di malattie infettive. Auspico di poter intraprendere nuovi percorsi, ritagliando sempre uno spazio ai progressi scientifici e lavorando per informare la popolazione, che è il nostro target più importante».

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