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Al Senato una mozione impegna il Governo a riformare il Sistema 118

emergenza

Il documento è stato presentato dal Movimento 5 Stelle, a prima firma Maria Domenica Castellone: «Una vera rivoluzione del Sistema operativo di soccorso 118, affinché diventi dipartimentale e tecnologicamente avanzato».

“In un momento così delicato della Sanità nazionale, in cui i piani di riordino delle reti ospedaliere hanno decretato la chiusura, l’accorpamento e la riconversione di numerosi ospedali, con rilevante contrazione del volume complessivo dei posti letto disponibili, tante volte razionando e non ottimizzando, a livello di alcuni territori regionali, le risorse disponibili in rapporto agli effettivi fabbisogni, il sistema di emergenza territoriale 118 (SET-118), su cui si sono inevitabilmente ed ulteriormente concentrate le più varie richieste di soccorso da parte dell’utenza avrebbe dovuto essere, contestualmente e concretamente, potenziato e non, al contrario, depotenziato, cosa che invece è avvenuta, in modo sistematico”. È quanto si legge nella mozione presentata l’8 ottobre scorso in Senato da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, che vede come prima firmataria la senatrice Maria Domenica Castelloni e che impegna il Governo a una riforma del Sistema di emergenza territoriale 118. «Abbiamo presentato una mozione- afferma Castellone su Facebook – che impegna il Governo ad operare una vera rivoluzione del Sistema operativo di soccorso 118, affinché diventi dipartimentale e tecnologicamente avanzato.
È assolutamente necessario che l’organizzazione su territorio nazionale sia articolata in dipartimenti e che le centrali operative siano all’avanguardia, soprattutto per quanto concerne i sistemi di geolocalizzazione. Per garantire un soccorso professionalmente efficiente, gli operatori del 118 (medici, infermieri, autisti e soccorritori) devono essere inquadrati con profili attinenti alla loro specificità di competenza; le Regioni dunque devono essere obbligate a definire piante organiche medico-infermieristiche dedicate, che siano in grado di applicare i codici rossi salvavita, effettuando diagnosi e terapia di emergenza. Di impellente necessità – prosegue Castellone – inoltre è garantire alla popolazione nazionale la possibilità di accedere direttamente, per le urgenze, al sistema 118, introducendo in modo omogeneo nel nostro Paese, a livello dei territori regionali, il modello di 112 “parallelo” e non “sostitutivo” rispetto agli altri numeri di emergenza; questo, in linea con l’articolo 1, comma 2 della legislazione europea istitutiva del 112 (Direttiva 91/396/CEE): “il numero unico europeo per chiamate di emergenza viene introdotto, ove opportuno, parallelamente ad ogni altro numero nazionale esistente per tali chiamate”. Infine» conclude Castellone – occorre una specifica normativa, che stabilisca i criteri di affidamento delle convenzioni alle associazioni di volontariato, le quali devono essere dotate di mezzi idonei all’operatività in condizioni di emergenza e disporre di operatori regolarmente contrattualizzati. Le situazioni di emergenza urgenza sanitaria rappresentano eventi improvvisi, spesso imprevedibili, che mettomo in pericolo di vita la persona interessata se non viene effettuato, entro pochi minuti, un intervento di soccorso in modo tempestivo e professionale: il nostro 118, baluardo delll’emergenza, va quindi potenziato e valorizzato, nella tutela della salute dei cittadini sull’intero territorio nazionale». La mozione impegna il Governo:

1) a prevedere l’istituzione del modello organizzativo di base del sistema di emergenza territoriale 118 nazionale su base dipartimentale, declinato sia ai centri di responsabilità di competenza provinciale, costituiti dalla direzione provinciale del SET 118 e dalla rete delle postazioni di soccorso “mobili” e “fisse”, sia al centro di responsabilità di “competenza regionale”, al fine di garantire, in un contesto interdipartimentale, una visione unitaria dei processi;

2) a porre obbligo alle regioni di definire piante organiche medico -infermieristiche dedicate e a stabilire, per i vari territori, un numero complessivo di postazioni medicalizzate ed infermierizzate in grado di assicurare intervento di soccorso sanitario potenzialmente salvavita sui codici rossi, in grado, quindi, di effettuare diagnosi e terapia di emergenza nel rispetto degli standard temporali per area urbana ed extraurbana e, contestualmente, di effettuare la ricognizione di tutti i medici formalmente assegnati al Servizio di emergenza e urgenza territoriale, ma impiegati in strutture diverse da quella di assegnazione;

3) a garantire alla popolazione nazionale la possibilità di accedere direttamente, in caso di emergenza-urgenza sanitaria, al sistema 118, introducendo in modo omogeneo nel nostro Paese, a livello dei territori regionali, il modello di 112 “parallelo” e non “sostitutivo” rispetto agli altri numeri di emergenza;

4) ad assicurare che tutte le centrali operative del 118 siano dotate della tecnologia più moderna ed efficace di geolocalizzazione del chiamante;

5) ad attivare l’ammodernamento tecnologico dei mezzi di soccorso e di collegamento del sistema informatizzato 118 con i sistemi informatizzati ospedalieri per la gestione dei dati sanitari e dei flussi di attività a bordo dei mezzi di soccorso;

6) a sancire per gli operatori del SET 118 nazionale, medici, infermieri ed autisti-soccorritori inquadrati secondo rispettivi profili giuridici, specifiche indennità di rischio biologico ed ambientale, correlate con il contesto usurante e ad alto rischio obiettivo di infortunio ed aggressioni;

7) a sancire, in via prioritaria, secondo quanto stabilito dall’articolo 57 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, la possibilità di affidare, nel contesto delle attività istituzionali del SET 118, l’attività di trasporto alle associazioni di volontariato sanitario attraverso specifiche convenzioni che indichino i requisiti dei mezzi privati e del personale adibito alla rete dell’emergenza prevedendo per ciascuna associazione affidataria del servizio in convenzione, di garantire la fornitura di equipaggi composti da autisti-soccorritori prevalentemente contrattualizzati, pur consentendo, secondo specifica programmazione regionale, la presenza di soccorritori volontari in affiancamento e supporto al personale assunto.

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