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Ci sono contratti e contratti

biagio papotto

La Cisl Medici ha predisposto lettere di richiesta d’incontro ai ministri competenti in tema di Salute, Funzione Pubblica e Affari Regionali. Andremo a spiegare le nostre idee, a chiedere rassicurazioni non solo economiche ma anche normative e di largo respiro, convinti come siamo che il sistema sanitario debba essere assolutamente universalistico e solidale, equilibrato su tutto il territorio nazionale, senza vacue “fughe in avanti” e rischiosi egoismi di politica locale.

di Biagio Papotto*

Già una volta, anni fa, abbiamo parlato dei diversi significati della parola “contratto”. Oggi – invece – vorremmo soffermarci sull’accezione più diffusa, almeno in campo non medico. Già, perché i medici attribuiscono a questa parola il significato più proprio per i muscoli, e non per la propria situazione economico-lavorativa, ormai poco abituati – come sono – al contratto di lavoro. Eppure, in Italia se ne parla tanto, dei contratti. Bah… Ci sono figli e figliastri, evidentemente. Non abbiamo alcuna invidia per i lavoratori degli altri settori, ma è un fatto che nessuna categoria ha dovuto aspettare dieci anni per vedere qualche misero adeguamento retributivo, e la Cisl Medici ha acconsentito a firmare – dopo molte resistenze – non certo per i lauti aumenti, ma solo perché c’erano evidenti miglioramenti in previsione riguardo ai giovani colleghi e altre novità positive.

Oltre venti anni fa un politico divenne famoso per proporre in tv “un contratto con gli italiani”. In tempi recentissimi due formazioni politiche hanno tra di loro sottoscritto un “contratto di governo”.

Eppure, nessuno fa caso al fatto che i politici (i nostri deputati, senatori, etc. etc.) non hanno un contratto, non devono discutere, non devono chiedere… Chiunque – in qualsiasi momento venga eletto – sa che periodicamente ci saranno fior di adeguamenti, con ovvi effetti positivi sul trattamento di quiescenza (per tacere dei numerosi benefit durante il mandato).

I medici…no. I medici son quella categoria di persone che iniziano a studiare a 5/6 anni (come tutti) e …non finiscono mai. Fine studio: mai. Un po’ come la condanna più lunga prevista dal codice penale italiano. E per il privilegio di farsi chiamare medico, per l’inarrivabile beneficio di stipendi inferiori a tutti i colleghi d’Europa (e non solo) … il rovescio della medaglia è dato… da aggressioni fisiche (a quelle verbali non facciamo neppure più caso, pazienti e parenti arroganti, amministratori sempre col fiato sul collo per risparmiare, attrezzature insufficienti, turni massacranti… Siamo privilegiati, non c’è che dire.

Eppure, come Cisl Medici abbiamo la faccia tosta di rimarcare che il contratto appena firmato era già scaduto, che nella nota di aggiornamento al DEF ci sono risorse largamente insufficienti per i contratti, che gli sbandierati due miliardi in più sono solo la conferma di quanto doveva già esserci e che il SSN ha assoluta necessità di essere profondamente aiutato a risollevarsi, con robuste iniezioni di personale, in tutti i ruoli.

Devono essere rivisti i calcoli per il numero chiuso, per le scuole di specializzazione (“aprire” adesso riunifica vederne i risultati solo tra anni) e devono sparire le miopi tendenze ai tagli lineari, al risparmio immediato ed effimero che può essere vantato sul momento, salvo poi far pagare “lacrime e sangue” a tutti i contribuenti quando le cose vanno inevitabilmente a finir male.

La Cisl Medici ha predisposto lettere di richiesta d’incontro ai ministri competenti in tema di Salute, Funzione Pubblica e Affari Regionali. Andremo a spiegare le nostre idee, a chiedere rassicurazioni non solo economiche ma anche normative e di largo respiro, convinti come siamo che il sistema sanitario debba essere assolutamente universalistico e solidale, equilibrato su tutto il territorio nazionale, senza vacue “fughe in avanti” e rischiosi egoismi di politica locale.

Noi vogliamo tutto questo, Noi vogliamo che l’Italia e la sua sanità siano ancora un punto di riferimento assoluto. Nonostante i politici che evidentemente ancora non l’hanno capito.

*Segretario Generale della CISL Medici

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