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Governo e Regioni verso l’intesa sul Piano per la non autosufficienza 2019/2021

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Bonaccini: «Per il 2019 il riparto ammonta a 573,2 mln di euro». Mazzuto: «Passo importante per garantire prestazioni omogenee e arrivare alla definizione dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni)».

«Governo, Regioni e Comuni nell’ambito della Rete della protezione e dell’inclusione sociale si sono confrontati con le parti sociali e le rappresentanze del terzo settore e credo sia stato fatto davvero un buon lavoro. Partirà, infatti, dopo l’intesa nella prossima Conferenza Unificata, il primo Piano sulla non autosufficienza che avrà durata triennale 2019/2021 e che prevede il riparto di un fondo che per il 2019 ammonta a 573,2 mln di euro», lo ha annunciato ieri il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, commentando l’esito del confronto che si è tenuto presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha visto la partecipazione del Ministro, Nunzia Catalfo, e di diversi assessori regionali alle politiche sociali. «Il Piano, grazie alla programmazione triennale, consentirà alle Regioni di dare continuità agli interventi assistenziali per le persone in condizioni di non autosufficienza», ha spiegato l’Assessore della Regione Molise, Luigi Mazzuto, coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni. «Il Fondo per la non autosufficienza 2019 – prosegue Mazzuto – registra un incremento di circa 120 milioni di euro e come per lo scorso anno almeno la metà delle risorse dovrà essere impiegata per i disabili gravissimi. Rispetto al riparto c’è una importante novità e cioè che la Regione, per evitare qualsiasi interruzione dei servizi, può chiedere al Ministero il 50% delle risorse anche in attesa del perfezionamento del previsto Piano regionale. Per quanto riguarda, infine, il piano nazionale va sottolineato che si attua attraverso piani regionali che tengono conto della programmazione territoriale. Credo – conclude Mazzuto – che si tratti di un passo importante per garantire prestazioni omogenee sull’intero territorio nazionale e arrivare alla definizione dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni)».

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