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Mozione per riforma 118, da Fnomceo soddisfazione per accoglimento istanze

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«È necessario dare uniformità al Sistema, ora estremamente frammentato sul territorio nazionale» afferma il presidente Anelli.

«La mozione presentata in Senato da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, che vede come prima firmataria la senatrice Maria Domenica Castelloni e che impegna il Governo a una riforma del Sistema di emergenza territoriale 118 va nella direzione delle istanze presentate congiuntamente nel luglio scorso dalla Fnomceo, da Federconsumatori,  dalla Società italiana sistema 118. Non possiamo dunque che apprezzarla e condividerla appieno, nelle intenzioni e nel merito». Così il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta la mozione 1-00175, presentata in Senato. Sette le linee d’azione lungo le quali attuare la riforma del 118. Tra le principali, l’obbligo per le Regioni di “definire piante organiche medico -infermieristiche dedicate e di stabilire, per i vari territori, un numero complessivo di postazioni medicalizzate ed infermierizzate in grado di assicurare intervento di soccorso sanitario potenzialmente salvavita sui codici rossi, in grado, quindi, di effettuare diagnosi e terapia di emergenza nel rispetto degli standard temporali per area urbana ed extraurbana e, contestualmente, di effettuare la ricognizione di tutti i medici formalmente assegnati al Servizio di emergenza e urgenza territoriale, ma impiegati in strutture diverse da quella di assegnazione”;il “doppio binario” per il numero di emergenza, con il mantenimento dell’accesso diretto al 118 accanto al numero unico 112; l’‘introduzione di sistemi di geolocalizzazione del chiamante nelle centrali’.
«È necessario dare uniformità al Sistema, ora estremamente frammentato sul territorio nazionale – continua Anelli -. In particolare deve esserci ovunque un congruo numero di mezzi di soccorso avanzato con a bordo il medico, l’infermiere e l’autista soccorritore, pronti a lavorare in sinergia. Oggi nelle diverse Regioni abbiamo le più variegate procedure e organizzazioni. L’assistenza deve invece essere uguale da Bolzano alla Sicilia: in qualunque posto si trovi, il paziente deve essere trattato nella miglior maniera e nel minor tempo per assicurargli una sopravvivenza di qualità. Questo significa concretizzare quella tutela dei diritti, alla salute, all’uguaglianza, che, come Ordine, siamo chiamati a garantire».

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