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Invecchiamento: educazione e stili di vita corretti sin dall’infanzia sono la chiave per un’assistenza sanitaria sostenibile e inclusiva

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All’Accademia Nazionale dei Lincei il monito degli scienziati nel corso della Prima Conferenza Internazionale Antonio Feltrinelli. Prevenzione sin dalla giovanissima età, educazione e nuove tecnologie tra i temi chiave del nuovo rapporto “Transforming the Future of Ageing” stilato dal Consorzio Sapea e indirizzato alla Commissione Europea.

La transizione demografica globale è caratterizzata da un aumento progressivo dell’aspettativa di vita e da un declino della fertilità. Solo nel secolo scorso, l’aspettativa di vita è all’incirca raddoppiata, crescendo più di quanto sia aumentata nei millenni precedenti. Oggi, oltre 600 milioni di persone hanno un’età pari o superiore a 65 anni; nel 2050, si stima che questo numero raggiungerà 1 miliardo e 600 milioni, ovvero circa il 20% della popolazione mondiale. Sono questi alcuni dati emersi nel corso dell’International Antonio Feltrinelli Conference “Ageing: from Basic Science to Policy Advice”, la prima Conferenza Internazionale sostenuta dal Fondo Antonio Feltrinelli e promossa dall’Accademia Nazionale dei Lincei per discutere i molteplici aspetti dell’invecchiamento: dalla comprensione dei meccanismi che ne sono alla base, allo sviluppo di politiche per trasformare il processo di invecchiamento. «Le strategie per affrontare il crescente invecchiamento della popolazione, sia riguardo agli anziani di oggi che ai futuri anziani, richiedono un approccio multidisciplinare» ha affermato Carlo Patrono, Accademico dei Lincei e membro del Comitato Organizzatore del Convegno assieme al Professor Jean-Pierre Michel. «É necessaria innanzitutto una maggiore educazione agli stili di vita a partire dalla prima infanzia. Una buona educazione è in grado di condizionare significativamente il modo in cui le persone giungeranno all’età anziana in futuro» ha affermato Patrono. La Conferenza ha visto la partecipazione di illustri esperti internazionali sui temi dell’invecchiamento, assieme alla presentazione del rapporto europeo “Transforming the Future of Ageing”, stilato da SAPEA (Science Advice for Policy by European Academies) sotto l’egida della Federazione delle Accademie Europee di Medicina (FEAM). Il Consorzio SAPEA è formato da membri di circa 100 accademie europee e fornisce una consulenza scientifica indipendente alla Commissione Europea a supporto dei processi decisionali. Secondo il rapporto, redatto da autorevoli scienziati europei sotto la guida di Jean-Pierre Michel, geriatra dell’Università di Ginevra, la percezione del fenomeno dell’invecchiamento necessita di un’importante trasformazione. Per garantire che i processi di invecchiamento della popolazione siano sostenibili e inclusivi è necessario, secondo il rapporto, mettere in atto strategie di prevenzione a partire dalla giovanissima età e per l’intero arco della vita. «Quando si tratta di valutare i fattori che influenzano la qualità della vita durante l’invecchiamento, i fattori genetici hanno un ruolo relativamente minore rispetto al livello di istruzione, allo stile di vita e ai comportamenti quali le abitudini alimentari e l’attività fisica» ha affermato il Professor Jean-Pierre Michel, coordinatore del Gruppo di Lavoro che ha
stilato il rapporto. «Politiche che promuovano questi fattori protettivi dalla prima infanzia hanno il potenziale di contribuire direttamente a un processo di invecchiamento di successo per l’intero arco della vita. E promuovere l’educazione in giovane età è fondamentale non solo per migliorare la salute individuale, ma anche per dotare la nostra forza lavoro futura delle competenze necessarie per sostenere una popolazione che invecchia in una società in
rapido cambiamento» ha affermato Jean-Pierre Michel. Nel rapporto si sottolinea anche come i processi di invecchiamento coinvolgeranno contesti sociali diversi rispetto al passato e saranno sempre più influenzati da fenomeni quali i cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico e la resistenza agli antibiotici. Le politiche sanitarie, secondo il rapporto, avranno successo solo se saranno in grado di far fronte a queste nuove sfide della società. A modificare profondamente le esperienze di invecchiamento saranno anche le nuove tecnologie. Secondo gli esperti del Consorzio SAPEA, i dispositivi indossabili e assistivi, nonché l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, possono impattare positivamente sui processi di invecchiamento, tuttavia è necessario superare le barriere di accettazione e praticità legate all’utilizzo di queste tecnologie.

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