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Coronavirus, Silvio Brusaferro (Presidente Iss): situazione in evoluzione

Brusaferro

L’aggiornamento sulla nuova epidemia da coronavirus è costante.

«Le autorità sono allertate e stanno lavorando in collaborazione per cercare di controllare l’epidemia  l’emergere di nuovi casi facilita anche la diffusione di notizie non sempre fondate. È importante e raccomandabile affidarsi a fonti ufficiali». È quanto dichiara Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità in una video intervista pubblicata sulla pagina di Epicentro con gli ultimi aggiornamenti. «La situazione – sottolinea il Presidente dell’Iss – è in continua evoluzione, sia per il continuo emergere di nuovi casi, una circostanza prevista dagli esperti, sia per il lavoro di ricerca che si sta conducendo sulle caratteristiche del virus. Le autorità sanitarie cinesi ed internazionali, fra cui quelle italiane, sono pienamente allertate e stanno lavorando in stretta collaborazione per cercare di controllare l’epidemia. L’Ecdc considera ancora ‘moderato’ il rischio di casi importati in Europa, nonostante siano stati identificati tre casi in Francia, in persone che provenivano dalla zona dove si è sviluppata l’epidemia. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche la possibilità di cosiddetti casi secondari, ovvero causati dal contatto con una persona infetta. In Europa questo non è ancora avvenuto, anche se l’eventualità non si può escludere». «Il Servizio Sanitario Nazionale – aggiunge Brusaferro – è pronto per affrontare questo tipo di emergenza, e l’Italia è stato il primo paese europeo a istituire i controlli negli aeroporti, a testimonianza del fatto che il nostro paese sta tenendo il livello tra i più alti di attenzione, con una stretta collaborazione con le Regioni che hanno piani operativi in atto per gestire eventuali casi. I siti del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità hanno creato appositi spazi che vengono continuamente aggiornati con le informazioni sull’infezione. In caso di sintomi al rientro di un viaggio nelle zone colpite il ministero della Salute ha messo a disposizione un numero verde, 1500, con esperti che possono aiutare in caso di dubbi».

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