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A Conte e Speranza la richiesta da parte di oltre 10 milioni di pazienti: telemedicina per cronici e malati rari

telemedicina

A causa di Covid-19 oltre 10 milioni di pazienti stanno vivendo situazioni drammatiche non solo per la paura del contagio ma soprattutto perché impossibilitati a proseguire le cure per le loro patologie croniche e rare che possono sfociare presto in situazioni acute e necessitano del ricorso al pronto soccorso.

Le associazioni dei pazienti con malattie croniche e rare scrivono a Conte e a Speranza: ridisegnare il sistema sanitario nazionale senza indugio facendo ricorso alla telemedicina, quale modello nazionale di assistenza domiciliare territoriale efficace e con risultati positivi sia sull’assistenza al paziente che nei risparmi delle risorse. Le Associazioni AIDO, AISC, AISM, ALAMA APS, AMICI DEL CUORE BASSANO DEL GRAPPA, AMIP, ANACC ONLUS, APMARR APS, ASSOCIAZIONE ITALIANA AMICI DEL CUORE DI SALERNO, ASSOCIAZIONE ITALIANA PAZIENTI BPCO ONLUS, CONACUORE ODV, DIABETE FORUM, DIABETE ITALIA, FAND, UNIAMO F.I.M.R ONLUS in rappresentanza di tutti i pazienti interessati alla donazione di organi, tessuti e cellule, affetti da scompenso cardiaco, da sclerosi multipla, da malattie allergiche e respiratorie, da malattie cardiovascolari, da ipertensione polmonare, da angioma cavernoso cerebrale, da malattie reumatologiche e rare, da BCPO, da diabete, da malattie rare (una popolazione di oltre 10 milioni di persone) hanno inviato un documento al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Salute prendendo spunto dalla situazione di emergenza che sta vivendo il paese e dai drammatici dati sulla mortalità, in particolare di persone fragili, gran parte delle quali affette dalle patologie rappresentate. Le associazioni chiedono che si valuti l’urgenza di “armonizzare le varie esperienze di telemedicina che già esistono a livello di singole realtà e si proceda con un modello unico di home care cure, in special modo per patologie croniche e rare a stadi avanzati e gravi, utilizzando la telemedicina quale supporto per far rimanere il paziente a casa con la dovuta e necessaria assistenza, con impatto positivo anche economico sul SSN. Il provvedimento deve rappresentare – concludono le Associazioni – il modello di sanità del futuro e sarà indispensabile nella fase 2”.

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