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Istat: Italia, paese fra i più vecchi al mondo

istat2013

La speranza di vita alla nascita, 79,4 anni per gli uomini e 84,4 anni per le donne continua a subire l’influenza positiva di riduzione dei rischi di morte a tutte le età. Nel 2011 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione “anziana” di 65 anni e oltre e quella “giovane” da 0-14 anni) – con 148,6 anziani ogni 100 giovani – colloca l’Italia al secondo posto fra i paesi europei nel processo di invecchiamento della popolazione, preceduta solo dalla Germania (155,8%). L’elevata sopravvivenza, unita al calo della fecondità, rende l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo. Lo dice l’Istat nel suo Annuario Statistico Italiano 2013 nel quale il 3 Capitolo è dedicato alla Sanità e alla Salute. Secondo l’Istat è inoltre sempre buono lo stato di salute, più per gli uomini che per le donne. La percezione dello stato di salute rappresenta un indicatore globale dello stato di salute della popolazione, molto utilizzato in ambito internazionale. Nel 2013, il 70,4% della popolazione ha fornito un giudizio positivo del proprio stato di salute; la percentuale è più alta fra gli uomini (74,2%, in calo però di 1,1 punti percentuali) che fra le donne (66,8%). Guardando le patologie croniche, il 37,9% delle persone dichiara di esserne affetto, ma la percentuale sale notevolmente, raggiungendo l’86,4%, fra gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche più diffuse sono l’ipertensione (16,7%), l’artrosi/artrite (16,4%), le malattie allergiche (10,0%), l’osteoporosi (7,4%), la bronchite cronica e l’asma bronchiale (5,9%) e il diabete (5,4%). Continua il trend discendente dell’abitudine al fumo. Nel 2013 si dichiara fumatore il 20,9% (21,9% nel 2012) della popolazione over 14. Il tabagismo coinvolge più gli uomini (26,4%) delle donne (15,7%), ed è particolarmente diffuso fra i 25-34enni (36,2%) e le signore di 45-54 anni (22,1%). Gli ex fumatori sono il 23,3% della popolazione (30,8% uomini e 16,3% donne).

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