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Fsn 2013: le Regioni raggiungono l’accordo in base ai costi standard

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La Conferenza dei presidenti delle Regioni ieri ha trovato l’intesa sul riparto del Fondo sanitario nazionale 2013, che per la prima volta vede l’introduzione dei costi standard. «Abbiamo raggiunto l’accordo che prevede l’applicazione dei costi standard», ha annunciato ieri Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, al termine della riunione. «Inoltre» ha spiegato Errani «abbiamo anche raggiunto l’accordo per quanto riguarda il fondo sulla premialità», così come era previsto. «Arrivano buone notizie» ha commentato il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio «in questa “casa” l’accordo tra le Regioni e tra queste e il Governo è stato trovato in tempi rapidi. Ringrazio le Regioni, il ministero della Salute e tutti coloro che hanno lavorato per il raggiungimento di questo obiettivo». Anche il lavoro per il Patto della salute è a buon punto, ha detto Delrio. Il Fondo ammonta in totale a circa 107 miliardi: 104 miliardi sono ripartiti tra le Regioni per il cosiddetto finanziamento indistinto, 2 sono vincolati per gli obiettivi del Piano nazionale e per varie voci (Aids, esclusività, medicina penitenziaria, superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari), 592 milioni servono per altri enti (Croce rossa, borse di studio per gli specializzandi, oneri contrattuali, Centro trapianti) e 267,5 milioni sono accantonamenti per venire successivamente assegnati in base ai meccanismi sanzionatori e premiali. «È stato un anno particolarmente duro e difficile perché, per la prima volta, il Fondo sanitario nazionale ha avuto una dotazione complessiva inferiore di oltre un miliardo e 300 milioni di euro determinando così, una situazione complessa per le Regioni italiane e per la sostenibilità finanziaria del servizio sanitario nazionale». Ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, commentando il riparto del Fondo sanitario nazionale. «Alla luce di ciò – ha sostenuto la presidente – è comunque positivo che le Regioni italiane abbiano raggiunto l’accordo per il riparto del Fondo sanitario nazionale 2013. Sono stati inoltre individuati i criteri per la ripartizione delle ‘premialità’. Alla Regione Umbria è stata assegnata una quota d’accesso al Fondo leggermente superiore a quella dello scorso anno». «Una ulteriore nota positiva per l’Umbria in questo riparto è data da un notevole incremento del saldo dovuto alla mobilità sanitaria interregionale. Per la prima volta inoltre, – ha detto la presidente Marini – è stato riconosciuto anche il saldo relativo alla mobilità internazionale. Grazie a queste due voci che per l’Umbria sono positive, si potranno compensare le minori risorse dovute alla riduzione del Fondo sanitario nazionale. Resta, infatti, la sottostima della dotazione complessiva del Fondo nazionale che non coprirà nemmeno il maggior costo determinato dall’indice dell’inflazione generale. Senza considerare – ha concluso la presidente – che il settore della sanità è caratterizzato da un indice di inflazione specifico molto più alto, determinato da un lato dall’invecchiamento della popolazione e dall’altro lato dalla continua introduzione di nuove tecnologie ad alto costo». «Nonostante il Fondo complessivo sia stato tagliato di 1 miliardo e 300 milioni» ha puntualizzato il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota «ci spetta proporzionalmente di più in ragione dei costi standard che riconoscono la virtuosità del nostro sistema sanitario. Ma resta il solito problema, cioè che lo Stato ha ridotto il montante del fondo sanitario. Continueremo sulla nostra strada, incoraggiati dai risultati che conseguiamo giorno dopo giorno, e lavoreremo da gennaio per il riconoscimento di ulteriori risorse in accordo con le altre Regioni». «La svolta di oggi» ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia «farà ricadere i suoi positivi effetti per molto tempo, rendendo giustizia di anni e anni nei quali i soldi venivano dati sulla base della spesa storica, cosicché chi più spendeva, più prendeva, a cominciare dagli spreconi, e chi faceva le cose per bene finiva sempre per pagare anche per gli altri». «Il Veneto» ha riferito l’assessore Luca Coletto «porta a casa un finanziamento complessivo di 8 miliardi 495 milioni di euro e una premialità di 18 milioni legata ai conti in ordine, al rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza, all’attivazione delle centrali di acquisto uniche e a una lunga serie di parametri di virtuosità in nessuno dei quali abbiamo fallito. Un bel colpo, perché non bisogna dimenticare che il Fondo complessivo è stato tagliato di 1 miliardo e 300 milioni di euro».

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