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Ricetta elettronica, Fontanesi (Federfarma Veneto): «Ottimo il rapporto con i medici»

sanità digitale

«La ricetta elettronica in Veneto parte con il piede giusto anche perché esiste un ottimo rapporto con i medici di medicina generale». Il presidente di Federfarma Veneto Alberto Fontanesi nel Congresso regionale svoltosi il 12 aprile scorso a Vicenza nell’ambito di PharmaIt ha voluto parlare, tra gli altri numerosi argomenti affrontati, dei fondamentali partner del farmacista nella “costruzione” della sanità digitalizzata. «Il confronto con i medici di tutto il Veneto è costante e proficuo – dice Fontanesi – così come quelli con la Regione Veneto e l’assessorato alla Sanità perché andiamo nella medesima direzione. La ricetta elettronica, il fascicolo sanitario, il dossier farmaceutico sono strumenti sanitari che faciliteranno la vita di tutti, da quella del paziente, all’operatività della farmacia giungendo, infine, ma non in posizione di minor rilievo, alla contrazione della spesa sanitaria. Tra i molti lavori in campo di Federfarma Veneto anche un occhio di riguardo alla salute pubblica con il Progetto di protezione cardiaca e i defibrillatori gestiti controllati dal 118 che presenteremo presto, l’implementazione del Webcare a fine anno in tutto il Veneto, che dal paziente diabetico speriamo possa esser esteso anche ad altre patologie croniche. Infine il perfezionamento dell’iter della ricetta elettronica che dopo l’ultimo passaggio del 7 aprile scorso, data a partire dalla quale in tutte le farmacie del Veneto è possibile spedire le ricette dematerializzate, vedrà a breve un altro step epocale: la fine della ricetta rossa». «Una delle grandi battaglie in corso a livello nazionale ed europeo è la lotta alla carenza dei farmaci che finiscono nel mercato parallelo – ha detto al Congresso veneto Annarosa Racca, presidente di Federfarma nazionale -. Si punta al prezzo unico europeo del farmaco per salvaguardare i pazienti in tutta Europa». I veneti chiedono la sanità digitale Arsenal.IT (Regione Veneto): «Il 70% dei veneti è favorevole, ma con il supporto delle farmacie» Il 70% dei veneti desidera che la sanità si digitalizzi, ma chiede il supporto dei farmacisti territoriali. E’ quando emerso oggi a Pharma.IT la rassegna dedicata alla filiera farmaceutica che sta svolgendo alla Fiera di Vicenza. A rendere noto in anteprima il dato di un recentissimo sondaggio è stata l’ing. Federica Sandri project manager Arsenal.IT, il Consorzio volontario delle ventitré aziende sanitarie ed ospedaliere della Regione Veneto che ha così confermato quanto i farmacisti sostengono da sempre. «La popolazione desidera progredire nel capo sanitario, ma è evidente che una considerevole fetta della popolazione, non solo quella over 65, non è oggettivamente preparata dal punto di vista informatico – dice Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto -. In farmacia aiutiamo il paziente offrendo servizi telematici e operando in vece sua, con il suo consenso nel pieno rispetto della privacy, in un’ottica di ottimizzazione dei servizi sanitari al cittadino e di contenimento della spesa sanitaria pubblica». «La farmacia singola e la rete delle farmacie nazionali, regionali e provinciali sono di fatto “nel” Servizio Sanitario e spingono per portare quella innovazione necessaria al futuro della sanità pubblica – ha detto a Pharma.IT Annarosa Racca, presidente di Federfarma nazionale -. L’erogazione di prodotti e servizi da parte delle farmacie, con procedure sicure e monitorare, garantisce la massima trasparenza. Lo ha ribadito recentemente il Consiglio di Stato nella sentenza sulla distribuzione dei presidi per diabetici in Campania: la farmacia permette una consegna di prodotti calibrata sulle reali esigenze del paziente, coniugando qualità del servizio ed efficienza, riducendo gli sprechi».

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