-

Ora sappiamo quali geni si “accendono” in caso di malattia

ricerca

Anche ricercatori della Fondazione Santa Lucia nel team di scienziati che ha realizzato la prima “carta topografica” dell’espressione genica delle cellule del corpo umano Grazie al progetto internazionale Fantom 5 passi in avanti nella comprensione del funzionamento del corpo umano e nella identificazione delle singole porzioni del Dna coinvolte nelle malattie.

Una task force di 250 scienziati internazionali provenienti da 20 paesi, insieme ad alcuni ricercatori dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma ha individuato, per la prima volta, una mappa dettagliata funzionale che permette di riconoscere i geni coinvolti nell’insorgenza delle malattie. Il progetto al quale hanno aderito tali ricercatori si chiama Fantom 5 (Functional Annotation of the mammalian Genome). I risultati costituiscono un enorme passo avanti nella comprensione del funzionamento del corpo umano e saranno d’aiuto nell’identificare le singole porzioni di Dna coinvolte nelle patologie, con la possibilità di sviluppare nuove terapie e cure personalizzate. L’essere umano è un organismo estremamente complesso formato da oltre 400 diversi tipi di cellule che condividono lo stesso patrimonio genetico. Oggi per la prima volta un gruppo di ricerche internazionale ha gettato nuova luce sugli “interruttori” che le cellule utilizzano per accendere le diverse parti del loro Dna e hanno disegnato una sorta di “carta topografica” dell’espressione genica dei diversi tipi di cellule che compongono il corpo umano. Il team di scienziati (tra gli italiani anche i ricercatori del Laboratorio nazionale del consorzio interuniversitario per le biotecnologie di Area Science Park di Trieste, della Scuola Internazionale Superiore di studi avanzati di Trieste, della Fondazione Bruno Kessler di Trento e dell’Università degli Studi di Udine) ha utilizzato Cage, una nuovissima tecnologia sviluppata dall’Istituto di ricerca giapponese Riken, che ha consentito di stabilire quali geni vengono “accesi” durante l’attività cellulare, tracciando anche una mappa accurata nelle regioni di Dna che rappresentano gli esatti “interruttori” – chiamati promoter ed enhancer – dell’attività di un gene. Il nuovo “atlan te” dell’espressione genica consente di definire per la prima volta le regioni del genoma che risultano attive in condizioni normali e in caso di malattia.

Print Friendly, PDF & Email