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Influenza stagionale 2013-2014: ha colpito l’8% degli italiani

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«Nella stagione 2013-14 l’influenza ha colpito l’8% degli italiani, per un totale di circa 4.500.000 casi». Antonino Bella del reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss fa, sul sito epicentro un primo bilancio della sorveglianza Influnet. “La stagione influenzale” afferma Bella “è stata caratterizzata da un basso livello di incidenza, a cui ha contribuito maggiormente soprattutto la bassa circolazione virale nei bambini. Come ogni anno, anche nella stagione influenzale 2013-2014, la curva epidemica ha raggiunto il picco all’inizio del mese di febbraio con un valore di incidenza pari a 6,6 casi per mille assistiti. In questa stagione l’influenza ha colpito circa l’8% degli italiani, per un totale di circa 4.500.000 casi dall’inizio della stagione. Questo valore si colloca a un livello intermedio rispetto a quello osservato nella stagione 2005-2006, in cui è stato registrato il minimo storico di attività influenzale (4%) e quello osservato nella stagione 2004-2005 in cui l’incidenza ha raggiunto il massimo livello dall’avvio della sorveglianza (12%). Come di consueto l’influenza ha colpito maggiormente la popolazione suscettibile appartenente soprattutto alle classi di età pediatriche. L’incidenza cumulativa decresce all’aumentare dell’età ed è pari a 23% nella classe 0-4 anni, a 13% nella classe 5-14 anni, a 7% nei giovani adulti della classe 15-64 anni e raggiunge il valore minimo negli ultrasessantaquattrenni con un’incidenza pari al 3%. Dal punto di vista virologico la stagione è stata caratterizzata dalla predominante circolazione del virus influenzale di tipo A (nel 97% dei campioni risultati positivi). La maggioranza dei casi (59%) è risultato del sottotipo H3N2, mentre il 34% del sottotipo H1N1pdm2009. È quanto emerge dai risultati della sorveglianza delle sindromi influenzali Influnet, coordinata dall’Iss in collaborazione con il Centro Interuniversitario Ciri, il sostegno del ministero della Salute e con il contributo diretto di Mmg e pediatri di libera scelta e dei referenti della sorveglianza nelle Asl e nelle Regioni”.

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