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Lorenzin: «Niente tagli alla sanità. Una vittoria dei cittadini e del Ssn»

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“È ufficiale, niente tagli alla sanità! Non una vittoria personale, ma dei cittadini e del servizio Sanitario Nazionale. Ora avanti tutta con il Patto della Salute e le riforme.” Lo ha annunciato con un tweet il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in occasione della riunione del Consiglio del Ministri lo scorso 18 aprile in cui è stato varato il decreto legge sulla giustizia sociale che porterà bonus fiscale per i lavoratori dipendenti con un reddito compreso tra 8.000 e 26.000 euro l’anno. Il Presidente del Consiglio Renzi ha poi confermato in conferenza stampa l’assenza di tagli. «Quella di oggi è una grande vittoria, non solo mia ma di tutti i cittadini. Abbiamo mantenuto la promessa di non fare tagli lineari alla sanità». Ha poi commentato in una nota il ministro della Salute Lorenzin «In tutto il decreto infatti la parola sanità non è menzionata e questo è estremamente importante. In particolare in questo decreto ci sono due cose fondamentali: la prima è che le persone che guadagnano fino a 1500 euro al mese si troveranno in busta paga 80 euro in più, inoltre abbiamo anche previsto un’ulteriore diminuzione del 10% dell’Irap questo significa un vero e proprio abbassamento delle tasse e l’abbiamo ottenuto senza fare tagli alla sanità. Rimane quindi intatto il principio che io ho affermato in questi mesi di fare tagli e risparmi attraverso il patto della salute e reinvestirli in sanità. Il decreto dà autonomia alle regioni e agli enti locali di gestire una serie di recuperi permettendo per quanto ci riguarda come comparto di effettuare investimenti in innovazione, ricerca e personale».

Federfarma: «Bene Governo su spesa farmaceutica. Ora accelerare Patto per la salute e Convenzione»

Federfarma ha espresso soddisfazione perché il Consiglio dei Ministri “ha compreso le esigenze del servizio farmaceutico e ha evitato di intervenire con tagli su un settore già duramente provato e di grande rilevanza per tutti i cittadini. Al Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, vanno i ringraziamenti delle farmacie per aver difeso la sostenibilità del sistema. Ribadiamo la disponibilità a contribuire fattivamente al potenziamento dell’assistenza sanitaria sul territorio come base per la deospedalizzazione del Ssn. Tale processo, infatti, è obiettivo prioritario del Governo per recuperare fondi da investire sul territorio e sulle sue risorse. Tra queste la farmacia dei servizi che, in sinergia con i medici di famiglia, offrirà ai cittadini, in particolare agli anziani e ai cronici, una rete di prossimità per prestazioni sanitarie di facile accesso e fruibili anche a domicilio. Con questo decreto” prosegue Federfarma “i cittadini continueranno ad avere un sistema sanitario vicino e capace di rispondere alla domanda di salute della popolazione che invecchia. È ora necessario che questa decisione del Governo acceleri la firma del Patto per la salute, che al suo interno dovrebbe prevedere un ruolo importante della farmacia dei servizi nell’ambito della riorganizzazione delle cure primarie. Il passo successivo dovrà poi essere il rinnovo della Convenzione nazionale tra Ssn e farmacie con la definizione del nuovo quadro economico”.

Cimo: «Ora si può finalmente rimediare agli errori del passato»

“Cimo ringrazia il Ministro Lorenzin per l’impegno profuso ad evitare che ancora una volta la scure dei tagli lineari si abbattesse sulla Sanità”. Così ha commentato la Cimo. “Questo non vuol dire che non si possa risparmiare: i 23,6 miliardi bruciati in sprechi e corruzione ed i 14 miliardi in Medicina Difensiva devono essere recuperati per ammodernare la rete ospedaliera e territoriale, acquistare attrezzature, offrire maggiori servizi di migliore qualità, dare stabilità al Ssn. I quasi 38 miliardi consentirebbero inoltre lo sblocco del turn over e la formazione degli specialisti necessari al sistema, risolvendo il precariato e la mancanza di prospettive professionali che coinvolge una generazione di Medici. Adesso però” ha precisato la Cimo “occorre mettersi a lavorare seriamente per rimediare agli errori del passato e ridare motivazioni e stimoli professionali alla categoria medica che molte forze stanno tentando di marginalizzare, quasi non considerando il suo ruolo centrale nel sistema salute. La Dirigenza ha omologato competenze e professionalità in un unico calderone, dove si ha difficoltà a riconoscere i ruoli effettivi ed i compiti di ognuno. La normativa europea che prevede l’accreditamento obbligatorio delle strutture e dei professionisti che vi lavorano obbliga ad attivare un sistema centrato sulla valutazione del merito professionale e sugli esiti delle prestazioni erogate che deve avere riflessi sulla carriera del medico dipendente. Questo Cimo vuole e questo chiederà al Ministro Lorenzin”.

Anaao: «Una buona notizia»

L’Anaao Assomed esprime soddisfazione per l’assenza, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, dei tagli temuti, e prospettati fino alla vigilia, alla sanità, ed agli stipendi dei Medici e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn. “Una buona notizia per i cittadini, una vittoria, certo del Ministro della salute, alla cui caparbietà e volontà politica nella difficile occasione occorre rendere merito, ma anche di quanti, come noi” ha dichiarato l’Anaao, “da mesi, per non dire da anni, denunciano, in maniera martellante, l’impoverimento complessivo della sanità pubblica come frutto velenoso di una politica di tagli lineari inaugurata da Tremonti e portata avanti da Monti, lanciando l’allarme sulla riduzione della spesa pubblica come causa di tracollo per l’intero sistema di welfare. La salvaguardia, per ora, del livello di finanziamento del sistema sanitario è, però, una condizione necessaria, ma non sufficiente per il suo rilancio. Il sospiro di sollievo di oggi non riesce a sovrastare gli allarmanti scricchiolii prodotti dalla restrizione del perimetro di tutela pubblica della salute. Ma da qui occorre ripartire per affrontare i problemi del Ssn. Le parole d’ordine dietro le quali marciare sono chiare e note da tempo: contratto di lavoro come strumento di innovazione e go-verno, responsabilità professionale per restituire sicurezza alle cure, turnover, precariato e formazione per il futuro dei giovani medici, LEA come forma normativa di un diritto alla salute egualmente esigibile in tutto il Paese, valorizzazione del lavoro dei professionisti come aspetto indissociabile dal destino del sistema sanitario e pre-requisito dell’ incremento di efficacia ed efficienza. Chiunque abbia a cuore le sorti della sanità pubblica” ha concluso l’Anaao “deve fare rete per la sua parte. Noi continuiamo a lavorare per fare la nostra”.

Errani: «Il fatto che il Decreto non contenga tagli per la sanità è una notizia positiva»

«Il fatto che il Decreto legge varato oggi dal Governo non contenga tagli per la sanità è una notizia positiva, soprattutto alla luce delle indiscrezioni pubblicate nei giorni scorsi dalla stampa». È stato questo il primo commento del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio. «Detto questo – prosegue Errani – dovremo poi valutare con grande attenzione il Decreto e la scrittura delle norme per esprimere la nostra opinione e fornire al Governo e al Parlamento un contributo di proposte».

Saccabarozzi (Farmindustria): «Segnale forte di coerenza politica e istituzionale»

«Esprimo grande apprezzamento per la decisione del Consiglio dei Ministri di non adottare nuovi tagli alla Sanità e all’industria farmaceutica». Ha commentato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria «Una decisione che dimostra come il Governo voglia far seguire alle parole i fatti. Il Premier Matteo Renzi aveva recentemente definito le imprese del farmaco ‘un punto di riferimento avanzato dell’Italia nel mondo e […] un pezzo della scommessa occupazionale del Paese’. E il Ministro Beatrice Lorenzin aveva più volte dichiarato che non ci sarebbero stati tagli lineari alla Sanità. È quindi un segnale forte di coerenza politica e istituzionale del Presidente del Consiglio e del Ministro della Salute» ha concluso Scaccabarozzi, «che hanno evitato la penalizzazione di aree di eccellenza con la spesa sotto controllo da anni, come la farmaceutica, e degli stessi cittadini che non vedono ulteriori limitazioni all’assistenza sanitaria e per medicinali. Solo con la stabilità del quadro e la certezza delle regole, le imprese del settore che investono in Italia si possono impegnare per garantire presenza produttiva, capacità manifatturiera, occupazione qualificata, ricerca, export e innovazione. Confermandosi così un asset industriale e ad alta tecnologia, fondamentale per il rilancio del Paese e della sua economia».

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