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Fimp: Bene Toscana su vaccino anti-meningococco B, altre Regioni seguano la strada dell’offerta attiva e gratuita

Doctor giving a child an intramuscular injection in arm, shallow DOF

«L’annuncio recentemente dato dal Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di inserire il nuovo vaccino contro la meningite di tipo B fra quelli offerti gratuitamente va nella giusta direzione»  afferma Giorgio Conforti, Referente della Rete Vaccini della Fimp «Occorre attivare una barriera protettiva più ampia possibile contro una malattia imprevedibile ma prevenibile. Tanto più se si considera che, attualmente, il ceppo B della meningite è il sierogruppo che colpisce di più nel corso del primo anno di vita del bambino. C’è da augurarsi che presto altre Regioni, come ha già fatto la Basilicata nei mesi scorsi, intraprendano questa strada”. Da settembre, dunque, la Regione dovrebbe inserire il vaccino contro la meningite da meningococco B fra quelli gratuiti. In Toscana, questo ceppo è responsabile di una quindicina di casi l’anno, spesso con conseguenze gravi come sordità, epilessia e amputazioni». Il nuovo vaccino è stato peraltro messo a punto nei laboratori di Siena e costituisce il risultato di oltre venti anni di ricerca e di una tecnica innovativa per lo sviluppo di nuovi vaccini  –  la reverse vaccinology – che prevede il sequenziamento del genoma dei patogeni. Assieme ai vaccini contro i ceppi A, C, W135 e Y, quello contro la meningite di tipo B offre dunque una difesa in più contro questa malattia. «La Regione Toscana – spiega Paolo Biasci, Segretario Regionale della Fimp Toscana – è sempre stata attenta alle politiche di prevenzione anche contro una patologia temibile come la meningite. Basti pensare che già dal 2005 il vaccino contro il meningococco C è stato inserto nel calendario vaccinale regionale, ben prima quindi che l’immunizzazione contro questo ceppo della meningite entrasse nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Con l’offerta gratuita del nuovo vaccino contro il meningococco B verrà estesa ulteriormente la protezione nei confronti di una malattia prevenibile ma che, ancora oggi, è causa di morte o di gravi sequele invalidanti».

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