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Berlusconi e la cura delle persone affette da Alzheimer

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«Sarà davvero utile a chi soffre il servizio che presterà l’ex presidente del consiglio? Anche se poi saranno le specifiche condizioni a indicare gli atti più opportuni, è utile ricordare che Berlusconi -indipendentemente da valutazioni politiche- è persona intelligente e sensibile e capace di intense relazioni; saprà adattare queste sue doti naturali anche ad una condizione per lui assolutamente nuova». È quanto dichiara Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria e componente del Comitato scientifico dell’Istituto superiore di studi sanitari G. Cannarella, a proposito dei compiti che saranno affidati a Silvio Berlusconi durante il suo servizio sociale. «Le persone affette da demenza» spiega Trabucchi «hanno infatti bisogno prima di tutto di vicinanza, di calore umano, di un’empatia che permetta anche un contatto fisico. Penso che su questo piano Berlusconi -superato forse un primo momento di sconcerto- saprà dare un contenuto di utilità al servizio che gli è stato imposto dal tribunale. Certo non servono le barzellette, ma una parola calda e una voce ben modulata possono suscitare attenzione anche in chi sembra apparentemente vivere in un mondo lontano. Poi vi sono gli aspetti più pratici: i malati da sostenere per piccole passeggiate, da accompagnare in bagno, da aiutare nell’alimentazione, nel vestirsi, da sorvegliare nelle lunghe ore della giornata. Sono atti semplici, che si imparano rapidamente, ma che possono esser utili, anche perché le difficoltà economiche hanno ridotto il personale in molte strutture assistenziali. L’aiuto quindi del volontariato» aggiunge Trabucchi «diventa sempre più importante per le attività che non richiedono competenze specifiche, ma che sono di grande rilievo per una buona qualità della vita degli ammalati. Inoltre Berlusconi è abituato ad organizzare attività complesse; potrà quindi essere capace di dare consigli pratici per migliorare le modalità organizzative dei servizi di volontariato. Purché lo faccia con la prudenza e la delicatezza di chi entra in un ambiente che ha una storia, una cultura ed una prassi che forse non si ispirano alle regole più moderne del management, ma che da molti decenni hanno permesso di aiutare migliaia di persone fragili, ospitate in una struttura residenziale quando non vi sono più le condizioni per una vita autonoma a casa. Infine un auspicio: per tutti, anche per gli operatori più esperti, l’assistenza al malato di demenza rappresenta un’esperienza che tocca nel profondo e lascia sempre un segno. Ci auguriamo» conclude Trabucchi «che il servizio che Berlusconi presterà nelle prossime settimane sia utile per gli ospiti della Sacra famiglia, ma lasci anche in lui un segno sul senso della vita, delle fatiche e delle sofferenze che spesso l’accompagnano».

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