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Il Nursind al fianco degli infermieri disoccupati: Senza infermieri non c’è futuro per il Ssn

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Per comprendere al meglio il fenomeno della disoccupazione infermieristica il Centro Studi del sindacato Nursind sta elaborando un documento sulla base di dati raccolti attraverso un questionario somministrato a partire dal 27 aprile 2014. Ad oggi sono state analizzati quasi 1.800 questionari. Alcune anticipazioni in occasione del 12 maggio, festa dell’infermiere. «Stiamo assistendo a qualcosa di nuovo per la condizione infermieristica: mentre fino a qualche anno fa l’Italia era costretta a importare infermieri da altri paesi per far fronte alla carenza infermieristica nelle strutture sanitarie, oggi – afferma Andrea Bottega Segretario Nazionale Nursind – sono gli infermieri italiani ad emigrare per trovare lavoro». Eppure in Italia, secondo i dati Ocse mancano 60.000 infermieri ma circa 25.000 neo laureati non trovano lavoro. «È un paradosso questo della disoccupazione giovanile infermieristica – spiega Donato Carrara della direzione nazionale Nursind – perché effettivamente mancano nel sistema queste unità e chi è attivo dentro i servizi è sottoposto a carichi di lavori pesanti per compensare tagli e carenze. Il lavoro c’è ma le difficoltà economiche fanno si che non si attivi». Inoltre, diversi studi anche internazionali (HealthWorkers 4all, 2014) affermano che i bisogni di salute dei nostri cittadini sono cambiati e si stanno spostando sempre più verso bisogni di tipo assistenziale che produrranno un forte aumento della domanda e una carenza ancor più consistente di infermieri. Di infermieri, perché “badare non basta”. Avere più badanti che professionisti sanitari, in Italia, significa delegare a figure non professionali la risposta ai bisogni di salute dei nostri concittadini.
Per comprendere al meglio il fenomeno della disoccupazione infermieristica il Centro Studi del sindacato Nursind sta elaborando un documento sulla base di dati raccolti attraverso un questionario somministrato a partire dal 27 aprile 2014. Ad oggi sono state analizzati quasi 1.800 questionari. Alcune anticipazioni confermano l’aggravamento di questo fenomeno. Ciò che emerge – secondo l’indagine svolta – è che il fenomeno della disoccupazione infermieristica è in ascesa negli anni ed è maggiormente presente nelle regioni soggette a piano di rientro. Ancora una volta il divario tra il nord e il resto del Paese è evidente e lascia pensare a una possibilità di qualità di assistenza diversa. Analizzando e sommando i laureati senza lavoro dal 2011 a oggi si ipotizza che il 53% sia attualmente disoccupato. Non si conoscono i dati reali sul numero di laureati per anno e le statistiche precedenti sul tasso di abbandono risalgono al 2006.

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