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Protocollo Regione Lazio – Cnr: 10 milioni per la ricerca sulle molecole con potenziale terapeutico e sulle malattie rare

ricercatori

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il Presidente del Cnr, Luigi Nicolais firmano un protocollo d’intesa per la strutturazione di una collaborazione permanente tra Regione Lazio e Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) con l’obiettivo di individuare – attraverso l’istituzione di un’apposita Cabina di regia bilaterale – programmi e progetti finalizzati allo sviluppo di piattaforme tecnologiche di rilevanza nazionale e internazionale che abbiano ad oggetto: la costruzione di una banca delle molecole per scopi diagnostici e terapeutici, che avrà enormi conseguenze nello sviluppo della ricerca di nuovi farmaci per le malattie rare, trascurate e della povertà. La Regione Lazio ha investito per i programmi e i progetti che verranno individuati 10 milioni di euro. ”L’Italia” ricorda il Cnr “è il quinto produttore farmaceutico mondiale e il terzo mercato europeo del biomedicale. Il Lazio è al secondo posto in Italia, dopo la Lombardia, per numero di industrie e di addetti in questi due settori e al primo posto per la loro incidenza sul totale dell’industria. La Programmazione strategica regionale 2014-2016 prevede inoltre che per la ricerca investimenti per un totale di 331,7 milioni di euro e una quota assai cospicua sarà destinata al settore delle bioscienze”. Questi gli obiettivi dell’Accordo:
1. Implementazione della Banca dei composti chimici e centro di screening attraverso:
a) collezione, analisi e archiviazione di tutti i composti provenienti dalle varie istituzioni regionali, nazionali ed europee;
b) messa a disposizione della collezione per le istituzioni accademiche e le aziende private operanti sul territorio regionale.
Con questa iniziativa la Banca Europea dei Composti chimici con capacità di screening si sviluppa nel Lazio. La chimica organica applicata al campo della farmaceutica, cosmetica e dei materiali ha una lunga tradizione nel Lazio. Decine di migliaia di nuovi composti vengono costantemente inventati e preparati nei laboratori universitari, istituti pubblici di ricerca e aziende private. Tuttavia la maggior parte di essi vengono impiegati solo per lo scopo per cui sono stati concepiti e difficilmente vengono testati per nuove applicazioni, limitandone di fatto il loro potenziale applicativo. Avere a disposizione una grande collezione di composti in una singola postazione, oltre a servire come central repository, offre la possibilità di archiviare, ricercare, distribuire e utilizzare migliaia di molecole e costituisce un valore strategico per tutta la ricerca oltre che regionale, italiana ed europea.
2. Potenziamento di un Centro di ricerca sulle Malattie Rare, Trascurate e della Povertà
Malattie rare. Una malattia è definita “rara” quando colpisce non più di 5 persone ogni 10 mila abitanti. La bassa prevalenza nella popolazione non significa però che le persone affette da malattie rare siano poche. E’ un fenomeno che colpisce milioni di persone in Italia e decine di milioni in tutta Europa. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate è compreso tra 7 mila e 8 mila. Nel campo delle malattie rare il mercato per eventuali farmaci è talmente piccolo per ogni singola malattia che l’industria farmaceutica è stata finora riluttante nell’investire nello sviluppo di trattamenti efficaci; di conseguenza per la maggior parte di queste malattie non esiste cura e il bisogno di nuovi trattamenti è enorme.
Riguardo alle malattie trascurate o della povertà, si stima che oltre 1 miliardo di persone sia affetto da una o più malattie catalogate sotto questa definizione. Queste malattie sono spesso dimenticate in quanto da tempo sradicate dai Paesi occidentali ed includono Malaria, Chagas’ disease (American trypanosomiasis), malattia del sonno (African trypanosomiasis), leismaniosi, schistosomiasi, tubercolosi.
Le malattie trascurate, con l’esclusione di Malaria e Tubercolosi, causano da 500 mila a 1 milione di morti ogni anno. Dei nuovi farmaci approvati tra il 1975 e il 2004, solo 1,3% sono stati sviluppati per le malattie tropicali e la tubercolosi, anche se queste costituiscono l’11,4% di tutte le malattie. Esiste dunque la necessità di trovare nuovi agenti terapeutici in questo campo per due fondamentali motivi: il dovere di occuparsi di una emergenza planetaria; la possibilità di importare una di queste malattie in presenza di un contesto globale sempre più dinamico, interdipendente e osmotico.

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