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Un futuro metà comasco e metà bergamasco per il robot Da Vinci

chirurgia robot da vinci

Giovedì l’incontro tra il dg dell’Azienda Ospedaliera “Ospedale Sant’Anna” di Como Marco Onofri e il dg dell’Azienda Ospedaliera “Papa Giovani XXIII” di Bergamo Carlo Nicora per la predisposizione di un protocollo d’intesa che prevede la possibilità di prestare l’apparecchiatura all’azienda ospedaliera bergamasca.

Un futuro metà comasco e metà bergamasco per il robot Da Vinci. Giovedì 26 giugno è in programma a Bergamo un incontro tra il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Ospedale Sant’Anna” di Como Marco Onofri e quello dell’Azienda Ospedaliera “Papa Giovani XXIII” di Bergamo Carlo Nicora per definire i contenuti di un protocollo d’intesa che disciplinerà l’”affitto” dell’apparecchiatura, di proprietà dell’Ao comasca, in alcuni periodi dell’anno ancora da definire, all’Ao bergamasca. L’accordo che si sta mettendo a punto, e che dovrebbe concretizzarsi in luglio ed essere operativo dal mese di settembre, porterà vantaggi in termini di costi di utilizzo del robot, aumento del numero di interventi, estensione della tecnologia anche a favore di pazienti di in un altro bacino d’utenza, formazione degli specialisti delle due Ao. «L’utilizzo del robot – spiega Onofri – è stato attentamente monitorato. Oltre al costo degli interventi, a fronte della richiesta in questi anni di un loro contenimento, abbiamo dovuto tener presente i criteri di appropriatezza, visto che la letteratura ha ridotto di molto le indicazioni in cui il robot migliora l’esito dell’intervento e la durata della degenza». Inoltre, l’Ao ha dovuto valutare anche la durata degli interventi con il robot. «In pratica – aggiunge Onofri – nella sala operatoria usata per il Da Vinci si possono effettuare due o tre interventi al giorno invece di sei o sette interventi con metodiche tradizionali. E, in assenza di equipe ad hoc, non ci è sembrato etico allungare le liste d’attesa, soprattutto quelle dei pazienti oncologici. Negli anni scorsi abbiamo proposto ad alcune aziende ospedaliere una collaborazione, ma solo quest’anno con l’Ao di Bergamo abbiamo ritenuto di condividere un progetto utile a entrambi. Per l’Ao comasca l’accordo rappresenta un’opportunità in quanto, a fronte di una diminuzione dei costi, potrà aumentare il numero di sedute operatorie annue che si potranno effettuare con il robot». Il robot è utilizzato all’ospedale Sant’Anna dal 2011 e sono stati eseguiti finora 82 interventi, la maggior parte effettuati dall’equipe ginecologica.

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