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Non perdiamoci la vista, al via la campagna itinerante sulle malattie della retina

non perdiamoci vista

 L’iniziativa, promossa dalla IAPB Italia onlus, toccherà le piazze di diverse città italiane, offrendo ai cittadini l’opportunità di effettuare controlli oculistici gratuiti e di ricevere materiali informativi su alcune malattie oculari.

Ogni anno molte persone presentano i primi sintomi di Degenerazione Maculare Legata all’Età (Amd): un riconoscimento precoce dei campanelli d’allarme può consentire di arrestare il progredire della malattia oculare nelle forme più gravi. Si tratta di una patologia che colpisce il centro della retina (macula), molto importante da diagnosticare precocemente. Il 3 novembre 2014 parte la Campagna “Non perdiamoci la vista”,  presentata oggi e promossa dall’Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus in collaborazione con Novartis. Fino al 29 novembre saranno coinvolte tre regioni: Lombardia, Lazio e Sicilia. Poi si proseguirà nel resto d’Italia. A bordo delle Unità Mobili Oftalmiche (Umo) i cittadini potranno ricevere informazioni sulle maculopatie e, in particolare, sulla Degenerazione Maculare Legata all’Età, malattia che compromette la visione centrale e che colpisce prevalentemente a partire dai 55 anni. Si potrà effettuare un controllo retinico gratuito (anche con telemedicina) per verificare se già ci siano dei segni di questa malattia invalidante che colpisce il centro della retina, parte funzionale e sensibile dell’occhio. «Per la IAPB Italia onlus – dichiara Giuseppe Castronovo, Presidente della Sezione italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – sono tre le priorità oggi nella lotta alla cecità evitabile: prevenzione primaria, ovvero informazione e sensibilizzazione, prevenzione secondaria, cioè screening, diagnosi precoce e rapido accesso alle terapie, e prevenzione terziaria, ovvero riabilitazione visiva. La Campagna ‘Non perdiamoci la vista’ si inserisce nell’ambito di questo nostro impegno e nasce proprio con l’obiettivo di aumentare la conoscenza della popolazione rispetto alle maculopatie, sensibilizzare sull’importanza di riconoscerle precocemente attraverso dei periodici controlli e trattarle tempestivamente, nonché fornire informazioni sulla riabilitazione visiva, che oggi è in grado di offrire alle persone ipovedenti un significativo recupero della qualità di vita». La degenerazione maculare legata all’età è una malattia progressiva che determina una grave compromissione della visione centrale, indispensabile per tutte quelle attività che richiedono una percezione dettagliata delle immagini, come leggere, guidare, controllare l’ora, riconoscere un volto, e ha quindi un impatto significativo sulla vita di chi ne soffre. «La degenerazione maculare colpisce la zona centrale della retina, la macula, responsabile della visione distinta – spiega Teresio Avitabile, Direttore Clinica Oculistica, Azienda Ospedaliero-Universitaria ‘Policlinico -Vittorio Emanuele’ di Catania –. Si tratta di una malattia che insorge soprattutto dopo i 55 anni, con un’incidenza che cresce con l’avanzare dell’età e che, per il progressivo invecchiamento della popolazione, è destinata ad aumentare. Intervenire oggi è quindi fondamentale per poter salvare dall’ipovisione molte persone nel prossimo futuro». Intercettare il disturbo nelle sue fasi iniziali è la chiave per poter contrastare efficacemente il progredire della malattia. «La forma neovascolare o umida, la più aggressiva, ha un’insorgenza molto rapida e in poche settimane può portare a una grave compromissione della capacità visiva. Solo un intervento terapeutico tempestivo può arrestare la perdita della vista e per questo è fondamentale che cittadini e medici di medicina generale agiscano subito ai primi campanelli d’allarme: immagini o parti di immagini distorte o ondulate e aree sfocate al centro del campo visivo, che con l’avanzare della patologia diventano vere e proprie macchie scure – aggiunge Giovanni Staurenghi, Direttore Divisione Oculistica, Azienda Ospedaliera Luigi Sacco di Milano e Presidente SIR, Società Italiana della Retina –. Anche in assenza di sintomi, l’appello è comunque quello di sottoporsi a visite oculistiche mirate, da effettuare con regolarità dopo i 55 anni, rivolgendosi al proprio medico o ai centri specialistici presenti su tutto il territorio italiano, in modo da riconoscere i primi segni della patologia e preservare la funzione visiva il più a lungo possibile». Le primissime avvisaglie della degenerazione maculare possono manifestarsi con piccoli accumuli di materiali di scarto detti “drusen”. Una prima diagnosi per accertarne la presenza può essere eseguita attraverso un sempliceFondo oculare di persona affetta da AMD umida. Si possono constatare alterazioni retiniche esame del fondo oculare, ma per definire con maggiore precisione il tipo di maculopatia di cui il soggetto soffre sono necessari esami diagnostici più mirati, come la Tomografia Ottica a Radiazione Coerente (OCT).

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